giovedì 19 Febbraio 2026

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altMondo cattolico e Cei entrano nel nuovo governo

In Vaticano e ai vertici della Conferenza episcopale italiana si guarda  con «attenzione e benevolenza» al lavoro del presidente del Consiglio  Mario Monti e si esprime apprezzamento per il fatto che si sia tenuto  conto della componente cattolica.
Tre dei nuovi ministri (Lorenzo Ornaghi, neo-ministro dei Beni  culturali; Corrado Passera, Sviluppo economico, infrastrutture e  trasporti; e Andrea Riccardi, Cooperazione internazionale e
integrazione) sono stati protagonisti del Forum dei cattolici a Todi.  Ornaghi e Riccardi sono diretta espressione del mondo cattolico. Del  primo è nota la vicinanza alla Conferenza episcopale italiana fin dai  tempi in cui era guidata da Ruini, mentre il secondo si muove certamente  a suo agio nei palazzi vaticani. Nei giorni scorsi il direttore del  quotidiano «Avvenire», Marco Tarquinio, aveva chiesto che nella  compagine governativa si tenesse conto anche dell’«altra economia» e
dell’«altra diplomazia», e Riccardi è per l’appunto fondatore e leader  della Comunità di Sant’Egidio, impegnata su molti fronti internazionali  per la pace.
Ma non bisogna fermarsi soltanto a questi tre nomi. Perché, fanno  notare le fonti d’Oltretevere, sono cattolici anche Francesco Profumo  (Istruzione) e Paola Severino (Giustizia).
E gravitano in quest’area  anche il nuovo ministro della Sanità Renato Balduzzi, impegnato nel
Meic (Movimento ecclesiale di impegno culturale), già collaboratore di Rosi Bindi ed esponente del cattolicesimo democratico e Piero Gnudi, ministro del Turismo e dello sport vicino all’Udc e molto apprezzato  nel mondo cattolico ed ecclesiastico.
Insomma, nel nuovo esecutivo italiano i cattolici sono rappresentati  anche nelle loro diverse «anime». Ed è stato apprezzata dalla Chiesa la  scelta di non inserire nella lista esponenti «tecnici» pubblicamente attestati sulle posizioni più distanti da quelle del mondo cattolico in  materia di bioetica, come ad esempio Umberto Veronesi o la stessa Emma Bonino.
Sia il Vaticano che la Cei avrebbero preferito che nei mesi scorsi il  premier Silvio Berlusconi facesse un passo indientro (o meglio, a lato) per allargare la maggioranza all’Udc di Pierferdinando Casini. Ma dopo la bufera finanziaria e il precipitare degli eventi, quando ormai questa soluzione non appariva più possibile, hanno guardato con attenzione al  tentativo di Monti, confidando anche sull’autorevolezza del Presidente  della Repubblica Giorgio Napoletano, con il quale il rapporto di stima e fiducia è consolidato.
Apprezzamento e soddisfazione viene anche da esponenti del Forum delle associazioni del mondo del lavoro di ispirazione cristiana. «Formuliamo i nostri migliori auguri al neo-nominato Governo, di elevato livello tecnico, del quale fanno parte anche autorevoli esponenti come Ornaghi, Passera e Riccardi,tutti e tre intervenuti al Seminario di Todi», ha  detto il presidente dell’Mcl Carlo Costalli. «Ora ci auguriamo che il nuovo governo possa lavorare bene avviando un percorso di indispensabili
riforme, nell’interesse dell’Italia e degli italiani, fino alla scadenza naturale della legislatura, per tornare a una normale democrazia dell’alternanza».

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