martedì 17 Marzo 2026

Terroristi e reporter

Più letti

Global clowns

Note dalla Provenza

Colored

altDamasco all’indomani degli incidenti di Homs

Il Ministero degli Affari Esteri e dei Siriani all’Estero ribadisce l’obbligo per i giornalisti di attenersi alle regole che definiscono le norme del lavoro giornalistico in Siria, evitare di infrangere la legge siriana ed entrare nel Paese in modo illegale per raggiungere luoghi pericolosi.
Il rispetto di tali regole permetterà ai giornalisti che visitano il Paese di avere facuilitazioni e assistenza da parte del Ministero dell’Informazione, oltre che agli avverttimenti riguardanti la situazione sul campo prima dui recarsi in qualsiasi luogo. Il Ministero dell’Informazione sta compiendo uno sforzo concreto, avendo concesso il visto di ingresso a circa 200 delegazioni di giornalisti durante gli ultimi due mesi, e i documenti in questo senso sono disponibili per coloro che avessero dei dubbi circa la possibilità per i giornalisti di entrare in Siria.
Per quanto riguarda il lato umano, il Ministero esprime le proprie condoglianze sia ai familiari dei giornalisti che hanno perso la vita in Siria che ai media per cui lavoravano, rifiutando però qualsiasi dichiarazione che attesti la responsabilità della Siria nella morte di giornalisti entrati illegalmente nel Paese, poichè tale responsabilità è da assumersi personalmente da coloro che decidono di entrare in Siria illegalmente e senza avvisare le autorità circa il loro ingresso o i luoghi che intendono visitare.

•    Dichiarazione del Ministero dell’Informazione circa la morte dei due giornalisti stranieri in Siria

Il ministro dell’Informazione, Dr. Adnan Mahmoud, ha detto ieri che il Ministero non era a conoscenza dell’ingresso in Siria della giornalista americana Marie Colvin e del fotografo francese Remi Ochlik, o di altri stranieri, nè della loro presenza nel Paese.
Il ministro Mahmoud ha dichiarato che è stata chiesta la collaborazione delle autorità competenti nella provincia di Homs per cercare il luogo in cui si trovavano e seguire la vicenda dei due giornalisti, del cui ferimento ad Homs avevano parlato i media.
Il ministro ha sottolineato che il Ministero chiede a tutti i giornalisti stranieri che sono entrati in Siria illegalmente di contattare il più vicino centro per l’immigrazione e i passaporti della regione in cui si trovano per regolarizzare la loro posizione in conformità alle leggi vigenti.
Già l’11 gennaio scorso un giornalista francese, Jilles Jacquier, era rimasto ucciso in un attacco a colpi di mortaio lanciato da gruppi terroristici armati durante la visita a cui stava partecipando con altri giornalisti stranieri nel quartiere di Akrama, ad Homs, e nel quale sono morti anche otto cittadini siriani e altri sono rimasti feriti. In quella occasione, un rapporto stilato dagli osservatori arabi in Siria aveva stabilito la responsabilità dell’opposizione armata nella morte del giornalista, e anche il quotidiano francese “Le Figaro” aveva confermato che l’uccisione era avvenuta per mano dal cosiddetto “esercito libero”.

•    Due ufficiali, un capitano e un tenente, sono stati uccisi ieri dopo che l’auto civile su cui viaggiavano è stata oggetto di un attacco a colpi di RPG da parte di terroristi armati alla periferia di Homs.
Una fonte ufficiale ha dichiarato che, nella  stessa zona, i membri di un altro gruppo terroristico hanno de-rubato un autocarro carico di tubi metallici sotto la minaccia delle armi, dopo aver costretto il conducente e un’altra persona che era con lui a scendere dal veicolo.
La stessa banda ha anche rapito due civili e sequestrato il veicolo su cui viaggiavano, portandoli in un luogo sconosciuto.
Ad Hama è stato invece rapito il maresciallo Mahmoud Eid di fronte a casa sua mentre si recava al lavoro e un altro agente delle forze dell’ordine è stato rapito, ieri mattina, ad Idleb, anche lui mentre andava al lavoro. Sempre ad Hama, un altro cittadino diretto al posto di lavoro è stato rapito dai terroristi vicino all’incrocio di Kafr Aamin e portato in un luogo sconosciuto.
•    Ad Aleppo un poliziotto e un civile sono morti e altre otto persone sono rimaste ferite nell’esplosione di una bomba piazzata da un gruppo terroristico armato ieri sera vicino ad un ponte in città.
Altri due ordigni, collocati sulla strada di Mariamin ad Homs, hanno causato ieri mattina la morte di un agente delle forze dell’ordine e il ferimento di altri tre, uno dei quali in modo grave.
•    Le autorità hanno arrestato, dopo aver inseguito ed essersi scontrate con alcuni membri dei gruppi armati in provincia di Idleb, alcuni terroristi che aggredivano i cittadini e interrompevano le strade, mentre altri sono stati uccisi e altri ancora si sono arresi spontaneamente.
•    A Jisr al Shughur le autorità si sono scontrate due giorni fa con una banda di terroristi riuscendo a catturarne 5, fra cui Mohamed Suleiman, uno dei più pericolosi terroristi della regione.
•    Ad Hama i terroristi hanno ucciso l’ingegnereHasan Khalouf Al Salloum, direttore della centrale telefonica di Al Hamra, in provincia di Hama, e ferito il figlio di 16 anni.
•    Una fonte ufficiale ha fatto sapere che un gruppo armato, accompagnato da un camion cisterna, ha rapinato due giorni fa una stazione di carburante appartenente all’Unione degli agricoltori, lungo la strada fra Homs e Hama, rubando 4 mila litri di gasolio e 500 di benzina, oltre ad aver aggredito gli operai e aver distrutto le finestre, le porte e i contatori.
La fonte ha aggiunto che un altro gruppo armato, composto da cinque terroristi a bordo di un’auto turisti-ca, ha attaccato un distributore appartenente al cittadino Mohammed Ali Al Mohrezin nella zona di Al Sil-meya, aggredendo i lavoratori e derubandoli delle loro carte di identità e aprendo poi il fuoco contro le pompe, causando danni stimati in 300 mila lire siriane (circa 3800 euro).
Un’altra banda di 4 persone armate, a bordo di un camion senza targa, ha invece rubato due giorni fa l’auto di un cittadino a Silmeya.
•    I familiari di Mahmoud Sourani, ucciso due giorni fa in un agguato vicino all’incrocio di Hanano, ad Aleppo, hanno detto che un gruppo terroristico armato lo aveva minacciato più volte, smentendo così quanto affermato dai canali di disinformazione. In un’intervista alla televisione siriana ieri, il fratello dell’uomo ha dichiarato che la vittima è ststa presa di mira da un gruppo armato nei pressi dello svincolo, aprendo il fuoco contro di lui da entrambi i lati della vettura.
 

Ultime

O petróleo e o chocolate

Todas as formas de traição, voluntária ou involuntária

Potrebbe interessarti anche