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Una svolta antirazzista

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contro le continue discriminazioni patite dagli italiani

 

Un comitato anti-razzista a Bologna potrebbe anche non fare notizia. Chi conosce la realtà del “rosso” capoluogo dell’Emilia Romagna potrebbe pensare ad un’ennesima iniziativa organizzata da gruppi di sinistra più o meno radicale. Non è questo il caso, perché stavolta a Bologna è nato un comitato sì anti-razzista, ma contro la discriminazione subita dagli italiani. Uno sportello che si pone come punto di riferimento degli italiani che si sentono discriminati dalla politica attuata dall’amministrazione comunale in carica.
Una rivoluzione, per due motivi: mai, finora, era stata ideata una struttura di questo tipo, in difesa degli “autoctoni” discriminati; ancor più incredibile che venga portata avanti in una città come Bologna, dove iniziative di questo tipo rischiano di essere bloccate sul nascere.
Non è un problema per Lucia Borgonzoni, 37 anni a settembre, giovane consigliere comunale in quota Lega Nord.
Il comitato anti-razzista da lei ideato non è una provocazione, ma nasce da una reale esigenza motivata dalle più recenti decisioni del Consiglio comunale di Bologna.
“Il Comune di Bologna intende concedere folli corsie preferenziali a sinti e rom nell’assegnazione di sussidi, alloggi e mediatori culturali, mentre centinaia di famiglie bolognesi vivono sotto la soglia di povertà, i giovani faticano a trovare lavoro e tantissimi anziani hanno pensioni da fame” spiega la giovane esponente leghista su facebook. Ecco perché l’idea di un Comitato in difesa dei bolognesi autoctoni e, per esteso, di tutti gli italiani.
“Vogliamo raccogliere l’indignazione di quanti si oppongono alla schizofrenica discriminazione della nostra gente, lasciata all’ultimo posto nell’accesso a strutture e servizi, mentre tantissimi bolognesi ne avrebbero prioritario bisogno”.
L’attacco di Lucia Borgonzoni prende di mira in primis l’assessore comunale al Welfare, Amelia Frascaroli:
“In un momento di crisi senza precedenti, priorità dell’assessore è concedere rustici, terreni e case Erp, al fuori della graduatoria in essere, a rom e sinti. Gli stessi, magari, che vediamo bazzicare tra le corsie dell’ospedale Maggiore utilizzando le strutture dell’ospedale come luoghi di bivacco e servizi privati, mentre furti e microcriminalità dilagano. E invece di procedere al concorso per l’assunzione di cento vigili urbani, promessa mai mantenuta dal sindaco Merola, l’amministrazione pensa ad assumere otto mediatori sinti e rom. Parliamo di migliaia di euro gettati al vento nel nome di un’ideologica integrazione, che non si è mai attuata perché i primi a non volersi integrare sono gli stessi nomadi, che vivono ai margini della società e di espedienti”.
L’iniziativa ha già riscontrato un discreto consenso da parte di bolognesi e non solo, tanto che è stata resa pubblica una casella e-mail cui inviare segnalazioni, suggerimenti ed eventuali adesioni al comitato anti-razzista in difesa degli italiani. Eccola: stopdiscriminareitaliani@email.it. I suggerimenti serviranno anche alla compilazione dello statuto della neonata associazione.

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