mercoledì 21 Febbraio 2024

Visitare la tomba reale

Più letti

Global clowns

Note dalla Provenza

Colored

prima che la seppelliamo di nuovo sotto le bombe liberatrici di Tel Aviv e di Washington

Una tomba reale intatta dell’età del bronzo, risalente a 3500 anni fa, è stata portata alla luce a Qatna, in Siria, dopo 10 anni di scavi. La straordinaria scoperta è stata fatta da un team di archeologi tedeschi guidati da Peter Pfaelzner, professore all’università di Tubinga. Nel 2002 era stata individuata una prima tomba, ma a fine agosto ne è venuta alla luce una ancora più spettacolare, contenente i resti di componenti della famiglia reale di Qatna. Nel suo periodo di maggior splendore, tra il 1800 e il 1600 a.C., la città era capitale di uno degli Stati più potenti nel territorio di quella che oggi è la Siria. Qatna si trovava al crocevia delle arterie commerciali che dalla Mesopotamia conducevano verso il Mediterraneo e dall’Anatolia portavano in Egitto. Nell’illustrare la scoperta, il professor Pfaelzner ha sottolineato come sia “sensazionale” soprattutto perché la tomba non è mai stata saccheggiata e si è conservata perfettamente. Nella tomba scoperta nel 2002 erano state rinvenuta ossa umane giacenti alla rinfusa, ma stranamente prive di teschi, mentre la tomba reale ospita i resti ossei di una trentina di persone in buono stato di conservazione. L’archeologo di Tubinga ha formulato tre ipotesi sull’appartenenza dei resti umani. “In questa tomba – ha spiegato – devono essere stati sepolti componenti della famiglia reale di non altissimo rango, oppure si è trattato di alti funzionari dello stato, forse ministri. La terza ipotesi è che si tratti di resti ossei dei reali trasferiti qui da un’altra tomba”. A rendere particolarmente prezioso il ritrovamento è anche l’imponente oggettistica rinvenuta, composta da un diadema, una rosetta d’oro, figurine umane d’avorio della grandezza di una bambola, una scimmia di pietra, ma anche un vaso d’alabastro dorato, e una collana d’oro formata da 130 perle e da altre pietre preziose, rinvenuta al collo dello scheletro di una donna. Nel periodo del suo massimo splendore vivevano a Qatna oltre 20mila persone, come si è potuto scoprire grazie alle iscrizioni contenute su 73 tavolette in caratteri cuneiformi. Da queste iscrizioni è emerso che l’ultimo re di Qatna, Idanda, era perfettamente consapevole che l’esistenza del suo reame era seriamente minacciata, per questo aveva commissionato la produzione di 18mila spade di bronzo. La precauzione non gli servì a molto, poiche’ nel 1340 a.C gli Ittiti guidati dal loro re Suppiluliuma I assaltarono le potenti fortificazioni di Qatna e incendiarono il palazzo reale. Nel commentare l’ampiezza dei reperti rinvenuti, il professor Pfaelzner ha spiegato che a Qatna c’è “lavoro sufficiente per generazioni di archeologi”.

Ultime

I giovanissimi sono ottimisti

Il lavoro che cambia

Potrebbe interessarti anche