mercoledì 15 Aprile 2026

Augurandoci che non sia il solito gioco delle parti

Più letti

Global clowns

Note dalla Provenza

Colored


Mosca e Teheran ci hanno abituato, purtroppo

La Russia è anche alleata strategica dell’Arabia Saudita e ha passato un trattato speciale con Tel Aviv, soprattutto in chiave “antinazista” e “antipalestinese” e ha in campo, sul fronte del Donbass, un battaglione israeliano.
L’Iran ha sempre avuto rapporti equivoci con gli Usa che, tra l’altro, hanno incoraggiato la guerra nello Yemen e si sono spartiti l’Iraq con israeliani e angloamericani.

Non vorremmo che:

a) fosse solo una partecipazione alla strategia della tensione di tutti contro tutti;

b) le truppe russe siano pronte ad essere colpite “per sbaglio” dai raid anglo-francesi in Siria al fine di causare la frattura definitiva tra Russia ed Europa che è la massima preoccupazione americana e la condicio sine qua non dell’affermazione del nuovo partito di Yalta al quale, in un recente passato, sembrava essersi iscritto Putin. Ha finalmente cambiato idea? Vedremo.

 

La Russia aggira i cieli della Bulgaria, che gli ha impedito il sorvolo, e usa lo spazio aereo iraniano per dare supporto umanitario e fornire armi al regime di Bashar al-Assad, contro i miliziani dello Stato islamico che ormai controlla buona parte del paese (nonché dell’Iraq).
Un parziale passo indietro arriva da Sofia che in giornata ha autorizzato il sorvolo degli aerei  militari russi verso la Siria solo se Mosca permetterà alle autorità bulgare di ispezionare i cargo: il trasporto di armi non sarà ammesso.
La conferma arriva oggi da Maria Zakharova, portavoce del ministero degli esteri russo: “Inviamo armi contro la minaccia terroristica, che ha raggiunto una dimensione senza precedenti in Siria e nel vicino Iraq. Se saranno richieste misure aggiuntive da parte nostra per aumentare il sostegno alla lotta anti terrorismo daremo un’adeguata valutazione alla questione ma in ogni caso sulla base del diritto internazionale e della legislazione russa”.
Il ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov ha ribadito in una telefonata con il segretario di Stato Usa John Kerry la “necessità di respingere in modo congiunto i gruppi terroristici che hanno occupato una considerevole parte della Siria e che stanno minacciando la sicurezza internazionale”. “Il maggior impatto della lotta contro questi terroristi lo sta sostenendo l’esercito siriano”, ha aggiunto.
La notizia dell’invio delle armi da parte del Cremlino in Siria arriva dopo l’annuncio del portavoce dell’ambasciata russa a Teheran, Maxim Suslov, che aveva parlato di aerei contenenti solo aiuti umanitari.
Intanto le forze francesi hanno effettuato un nuovo volo di ricognizione del territorio siriano. Il presidente francese,
 
François Hollande, aveva annunciato lunedì scorso il sorvolo del territorio siriano da parte di aerei francesi. 

Ultime

Il riaggancio con il passato

Centotrent'anni fa

Potrebbe interessarti anche