
Io non sono Charlie io sono Bravo
Tra la polizia che bracca i finti colpevoli e gli sbandati che hanno sentito il richiamo della Jihad, per il momento la strategia della tensione in Francia funziona alla grande.
Ci torneremo e temo che questo accadrà spesso.
Parliamo però ora delle reazioni a questo mix Moro/Torri Gemelli.
Estremisti e moderati
Abbiamo l’immancabile eccitazione trinariciuta di chi cade con tutte le scarpe nello schema previsto e voluto da Big Brother ma questo era scontato e, soprattutto, coinvolge solo i più irascibili, emotivi, sbandati. Sono i paladini e i vigilantes isterici dell’ordine, individui che all’atto pratico non concludono niente e non faranno che spargere ulteriore benzina sul fuoco degli altri sbandati, questi però armati, che trovano nell’Islam una ragione alle loro esistenze da emarginati di periferia.
Abbiamo poi i “moderati”, i “razionali”, i “pacati”, gli “intelligenti”, in altre parole quelli con il culo sul divano e il cuore tiepido che si pretendono esseri civili ma sono solo arroganti, stupidi e inutili. E sono i più. Sono quelli dell’ “Io sono Charlie” e della difesa della libertà d’espressione.
Ipocriti e cialtroni e vediamo perché.
L’ipocrisia
Quale libertà si difende? In Francia c’è una legge, la Loi Gaissot, che punisce con la galera – e con una galera molto lunga – i reati di opinione, ovviamente non tutti, ma quelli che non garbano al potere costituito. Ancora in Francia c’è divieto di stampa e di diffusione di una serie infinita di “opere maledette”. Al comico Dieudonné sono state interdette – dal governo! – le sale pubbliche.
In Italia, dove in ogni talk show si ripete questa tiritera sulla difesa della libertà d’espressione, abbiamo una Costituzione che ancora vieta la ricostituzione del partito fascista, una serie di reati d’opinione (Legge Mancino) e vantiamo il record mondiale di prigionieri politici in una democrazia.
Quindi, ipocriti signori, non ci si venga a parlare di difesa della libertà d’opinione e di stampa.
Andatelo a raccontare a Stromfront o a Rutilio Sermonti!
La satira
L’occidente – che non è mai stato ben chiaro cosa sia – si riconoscerebbe nella libertà di satira. Ma cos’è la satira? E’ insozzare gli altri, i sentimenti degli altri, con lo spirito velenoso, corrosivo, iconoclasta delle sinistre progressiste? La Boldrini con un po’ di cervello e qualche talento: questo sarebbe l’occidente? Certo ridere e anche irridere è qualcosa di fondamentale. Le barzellette sull’Olocausto non è un caso se sono quasi tutte state coniate da ebrei ironici e intelligenti.
I quali non gradirebbero se un foglio dichiaratamente antisemita facesse vignette sull’argomento, perché è evidente che non sarebbe lo stesso spirito e che non si tratterebbe di leggerezza sublimatrice ma di pesantezza dissacrante.
Ora io non so cosa ci sia di divertente, di satirico, in vignette in cui il Padre si fa inculare dal Figlio che a sua volta è sodomizzato dallo Spirito Santo.
Io sono pagano e non mi tange in sé ma è ributtante come lo è ogni irrisione al sacro e a tutto quanto eleva. Come lo è sempre stato lo spirito di Charlie Hebdo.
Questo non significa che i disegnatori meritassero la morte, in un paese vivo e civile un tempo si usava l’olio di ricino che di satira e d’ironia ne aveva e tanto e che risolveva eccome!
Gli jihadisti non sono ironici e il risultato derivato è orrendo,
Ma che oggi si debba difendere l’occidente dalla Jihad in nome della libertà d’insozzare, di minare, di corrodere, di sovvertire non è assolutamente pensabile.
Il fanatismo
Sempre su quella falsariga c’è poi l’altra genialità condivisa. La difesa della laicità materialistica e atea, del razionalismo, dei valori che si contrappongono al fanatismo religioso.
Il problema dei fondamentalismi sta nell’ottundimento mentale, nel modo di concepire il modo, la vita, lo stesso sacro, nella progettualità culturale, sociale, esistenziale che è aberrante in ogni fondamentalismo. Ma non soltanto nei fondamentalismi religiosi anche in quelli razionalistici, atei, relativistici che oggi si contrappongono a quelli. Li accusano di essere fanatici o fideistici. Ma non sono il fanatismo e la fede – che sono anzi fattori positivi – le tare del fondamentalismo, lo sono l’arroganza e l’ottusità che non sono di sicuro maggiori tra i religiosi che tra gli antireligiosi.
La scissione sovvertitrice crea precipitati: in ambo i poli si accumula profonda negatività ed è davvero impossibile dire cosa sia peggio. D’altronde i poli si ricongiungono se è vero che Abu Bakr al-Baghdadi, la massima figura dell’Isis, e Bernard Henri-Lévy, il profeta dell’occidente razionalista e antitradizionale, si battono sempre nello stesso campo e se quelli che oggi condannano gli jihadisti, in Italia come in Francia, li hanno appoggiati contro Assad e continuano tranquillamente a farlo.
Né né
Lo spettacolo che le opinioni pubbliche occidentali stanno offrendo è imbarazzante e pietoso; né avrebbe potuto essere altrimenti visto il livello di decadenza interiore in ogni aspetto, ivi compreso quello intellettivo, cui siamo confrontati ogni giorno.
Tra isterie, nevrosi, ululati e proclami che poi verranno dimenticati, si dovrà avere la forza, l’intelligenza e il carattere per tener fermo.
No alla Jihad e no all’anti-islamismo.
No all’immigrazione e no all’occidentalismo.
No al fondamentalismo religioso e no alla sovversione.
No agli assassini di Parigi e no all’angelizzazione degli uccisi.
Charlie sarete voi con tutte le vostre macerie, io non sono Charlie, io sono Bravo.