I bombardamenti celesti

Detective stellari dal Giappone all'Italia

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Fino al 1° gennaio 1801, quando Giuseppe Piazzi identificò Cerere —un pianeta nano di poco meno di 950 chilometri di diametro (nella foto)— nel cuore di quella che oggi chiamiamo fascia degli asteroidi, l’umanità si limitava a meravigliarsi e speculare. Poi, tutto cambiò: fu proprio grazie a questa scoperta che, finalmente, divenne evidente l’esistenza dei corpi minori del Sistema Solare.
Sarà curioso sapere che solo nel Novecento, con la moderna coscienza globale, è maturata la consapevolezza dei rischi legati agli oggetti vicini alla Terra: parliamo di asteroidi la cui orbita si avvicina fin troppo ai nostri destini planetari. Questi ‘coinquilini spaziali’ talvolta sembrano anche troppo invadenti, minacciando collisioni dalle possibili conseguenze catastrofiche.

L’antico bombardamento che ha sconvolto la Terra (e Marte!)
In tempi ancora più recenti, un’équipe del rinomato Southwest Research Institute (SwRI) del Colorado ha pubblicato una ricerca su arXiv che punta i riflettori su un episodio davvero drammatico: circa 800 milioni di anni fa, la Terra (e non solo) ha vissuto un vero e proprio bombardamento cosmico. E no, non esistevano ancora i dinosauri! La vita, all’epoca, era presente, sebbene molto meno varia rispetto all’esplosione di biodiversità dell’era Cambriana.
Secondo lo studio, una pioggia di piccoli asteroidi si abbatté sui pianeti rocciosi più interni del Sistema Solare. Già in passato, alcuni ricercatori avevano ipotizzato un simile diluvio, basandosi su campioni di suolo lunare e rocce raccolti dalle missioni Apollo della NASA. Tuttavia, William Bottke, direttore esecutivo della ‘Solar System Science and Exploration Division’ del SwRI, e colleghi sono andati oltre: hanno collegato quella tempesta cosmica a un’enorme collisione tra due membri della famiglia di asteroidi Eulalia, caratterizzata da corpi simili alle primitive condriti carbonacee.

Le famiglie di asteroidi: detective stellari dal Giappone all’Italia
L’idea delle famiglie di asteroidi risale all’astronomo giapponese Kiyotsugu Hirayama: nel 1918, individuò gruppi di asteroidi nella fascia principale con orbite simili. Studi successivi, analizzando i loro colori, suggerirono che si trattava di frammenti di un unico corpo progenitore andato in frantumi. Hirayama battezzò le prime tre famiglie: Coronis (13 membri identificati), Eos (19) e Themis (22); la famiglia Flora fu poi inclusa tra le più numerose, con circa 400 membri censiti.
“Il ruolo degli impatti nell’origine e nell’evoluzione della vita all’interno del nostro Sistema Solare è ancora poco compreso. La superficie fortemente craterizzata della Luna testimonia i grandi impatti avvenuti sulla Terra nel passato… Così, le tracce conservate sulla superficie immutata della Luna ci consentono di dedurre ciò che è accaduto su Terra e Marte in tempi remoti… Eppure, finora solo l’impatto di Chicxulub, 66 milioni di anni fa, è stato chiaramente collegato a una grave conseguenza per la vita, ossia l’estinzione di massa dei dinosauri.”
Non stupisce che sia difficile trovare prove di impatti ancora più antichi: l’attività vulcanica, la tettonica a placche e l’erosione hanno riscritto costantemente la superficie terrestre, cancellando gran parte della sua ‘memoria’ primordiale. Così, per i geologi è arduo individuare tracce di impatti risalenti a più di 650 milioni di anni fa.Astronomia

Quando i modelli numerici fanno il verso alla Luna
Ma non finisce qui! Lo studio del SwRI ha collegato una collisione specifica avvenuta nella fascia principale degli asteroidi a un episodio di bombardamento che potrebbe aver lasciato effetti misurabili sulla biologia e la geologia sia della Terra che di Marte. La catastrofica frammentazione del corpo progenitore di Eulalia avrebbe scatenato una pioggia di impatti su Luna e pianeti terrestri circa 800 milioni di anni fa.
I modelli numerici alimentati dai dati della famiglia Eulalia risultano infatti in ottima sintonia con le osservazioni di suolo e crateri lunari. Questi modelli suggeriscono che tutto abbia avuto origine da un impatto devastante, reso possibile da meccanismi orbitali e risonanze gravitazionali. In parole semplici, la gravità ha dato una ‘spintarella’ ai frammenti, espellendoli dalla fascia principale e generando un vero diluvio di ‘quasi-terrestri’ vaganti.
“Dato che il picco di questo bombardamento coincide con un periodo di raffreddamento generalizzato e profondi sconvolgimenti nella nostra biosfera, è davvero allettante ipotizzare un nesso causa-effetto tra questi due fenomeni.”
Proprio quando pensavamo che la storia antica della Terra fosse tutto lava e oceani silenziosi, emerge ora che il nostro pianeta fu investito da una grandinata cosmica di rocce. E la storia continua a essere riscritta, cratere lunare dopo cratere lunare, alla ricerca di nuove risposte sulle origini della vita e delle catastrofi planetarie.

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