domenica 15 Marzo 2026

Il nonno e il nipote

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altUn bel gesto armonioso

Un cadavere adagiato sopra la tomba di Roberto Farinacci, l’ex segretario del partito nazionale fascista, sepolto nel cimitero di Cremona: lo hanno trovato questa mattina alcuni addetti del camposanto ma più sorprendente ancora è l’identità del morto. Si tratta di Pietro Enrico Mola, 65 anni, medico ma soprattutto nipote del gerarca mussoliniano. Mola si è tolto la vita alle prime ore di questa mattina sulla tomba del nonno sparandosi al petto con un fucile da caccia. Ignote al momento le cause del gesto: accanto al cadavere è stato trovato un biglietto scritto dallo stesso Mola ma sul quale ci sarebbero semplicemente delle disposizioni testamentarie. Il medico era figlio di Adriana, la figlia di Farinacci; non aveva mai svolto attività politica ed era più conosciuto a Cremona per il suo lavoro nel reparto di pronto soccorso dell’ospedale.
Ogni anno, questo sì, Mola partecipava a una commemorazione del nonno e di Mussolini che si svolgeva a fine aprile nel cimitero di Cremona; anche il 30 aprile scorso era stato presente alla cerimonia e aveva letto pubblicamente una preghiera sulla tomba del “ras” del fascismo. 
Roberto Farinacci, dal canto suo, era nato a Isernia nel 1892 ma si era trasferito giovanissimo a Cremona, dove era divenuto dipendente delle ferrovie e dove aveva cominciato la sua ascesa politica. Fu uno degli organizzatori e propugnatori dello squadrismo, decisivo per l’affermazione mussoliniana soprattutto nelle campagne della pianura padana. Fu segretario del partito fino al 1926; catturato il 28 aprile del ’45 nei pressi di Vimercate (Milano), venne fucilato al termine di un processo sommario deciso da una testimone subito dopo risultata falsa.
Che dire? Un bel gesto armonioso!

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