giovedì 23 Aprile 2026

Il tesoro di Dente Azzurro

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Sull’isola di Ruegen

All’inizio, Luca Malaschnittschenko pensava di aver trovato l’ennesimo pezzo di alluminio senza valore. Ma quando il tredicenne con la passione dell’archeologia ha pulito via la terra da quel minuscolo oggetto insieme al suo mentore, Ralf Schoen, i due sono rimasti a bocca aperta. Quando hanno capito di aver trovato qualcosa di importante, in quel campo agricolo in mezzo al nulla che stavano scandagliando con il metal detector, lo hanno consegnato all’istituto archeologico del Meclemburgo-Pomerania. E dagli specialisti è arrivata la conferma: avevano tra le mani una moneta vecchia di mille anni.
A distanza di tre mesi, in quel pezzo di terra sull’isola di Ruegen, una delle perle del Mar Baltico, è venuto fuori un tesoro inestimabile. “E’ stato il ritrovamento più importante della mia vita” ha dichiarato Schoen. E la squadra di archeologi del Meclemburgo che ha tirato fuori anelli, orecchini, bracciali e altri gioielli, ma anche 600 monete d’argento e un martello di Thor della fine dell’epoca vichinga, lo considera “il più importante scavo del Baltico meridionale di monete dell’età del re ‘Dente azzurro’ e dunque di straordinaria importanza”.
Germania, un tredicenne ritrova il tesoro di monete dei vichinghi
Una parte del tesoro di “Dente Azzurro”
“Dente azzuro” era il soprannome di Aroldo I di Danimarca, il valoroso re che nel decimo secolo unì il frammentato regno dei danesi e aveva il soprannome “dente azzurro” probabilmente per un dente marcio o forse per la sua passione per le more o per l’usanza di colorarsi di blu i denti che avevano alcuni guerrieri nordici dell’epoca. Una curiosità: è al saggio re danese che Ericcson dedicò una delle tecnologie più utilizzate dell’era digitale: il Bluetooth, appunto, il “dente azzurro”.

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