lunedì 13 Aprile 2026

Magistratura satellitare

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Per rimuovere gli ostacoli al Muos

 

La faccenda del Muos? «Viene seguita con molta attenzione dalla Casa Bianca», la stessa che «mi auguro ci sarà da parte del governo italiano», nell’ambito di «un rapporto di alleanza storico e solido». Sullo stop al sistema satellitare da parte della giustizia «c’è ottimismo che la verità e il lavoro e la pazienza verranno a galla per chiarire le cose e a rimuovere gli ostacoli». Ma adesso la strategia americana non sarà soltanto attendista, perché «nella misura in cui gli ostacoli dovessero ancora continuare, ci sarà più attenzione e molto meno pazienza». Ma soprattutto «bisognerà trovare una diversa soluzione». Così parlò, a muso duro – nonostante il sorriso perennemente friendly nel corso della lunga intervista – il console generale degli Stati Uniti a Napoli, Colombia Barrosse. (lasicilia.it maggio 2015)

Annullata, ma solo in parte, dopo sette mesi la sentenza del Tar che, dichiarando fuori legge il Muos di Niscemi, aveva bloccato antenne e parabole della base americana piazzate al centro della Sicilia. Un provvedimento del febbraio 2015 appena stoppato dal Cga, il Consiglio di giustizia amministrativa che nell’isola svolge le funzioni del Consiglio di Stato. Un (parziale) via libera alla base americana attivata sull’altopiano che guarda la piana di Gela per migliorare le trasmissione e l’acquisizione dei dati emessi dai droni addetti alla sicurezza nell’intero Mediterraneo.

Conflitto di interessi

Un via libera con uno strascico imprevisto. Perché una associazione ambientalista, la “Rita Atria”, ha subito denunciato alla Procura di Palermo due giudici amministrativi, proprio il presidente Marco Lipari e il giudice estensore del Cga Gabriele Carlotti “per abuso in atti di ufficio”. Configurando un conflitto di interessi che a Palermo sorprende sia l’avvocato dello Stato Giuseppe Dell’Aira sia il suo sostituto Marcello Pollara, impegnati nella difesa dei ministeri interessati e fieri della sentenza. Verdetto che a loro avviso boccia la posizione di tante associazioni ambientaliste e del Comune di Niscemi, con il sindaco Francesco La Rosa primo firmatario del ricorso vinto in febbraio davanti al Tar.

Ministeri in Commissione

La sentenza appena emessa dal Cga è definitiva solo per l’aspetto “ambientale” (“le autorizzazioni erano legittime”), mentre per altre due questioni, “salute” dei cittadini che abitano nelle vicinanze e presunti pericoli o interferenze al “traffico aereo”, il Collegio presieduto da Marco Lipari ha costituito una “commissione di verifica” composta dai presidenti del Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche), del Cnu (Consiglio nazionale universitario) e da tre ministri (Salute, Ambiente e Infrastrutture), fissando la sentenza definitiva per il 16 dicembre.

Incarichi extragiudiziari

L’associazione Rita Atria che ha denunciato i due giudici sostiene che affidare la verifica a una commissione con tre ministri è sospetta. Anche perché i due magistrati amministrativi avrebbero “incarichi extra giudiziari proprio presso quei ministeri”. Di qui l’ipotesi del conflitto di interessi negato con forza dal primo presidente del Cga, Raffaele Maria De Lipsis. Pronto a difendere i colleghi, a soffermarsi soprattutto sulla posizione del magistrato relatore, titolare di un incarico presso l’Aeegsi, “Autorità per l’energia elettrica gas e sistema idrico” e componente di un gruppo di studio per la redazione di un Codice dell’ambiente. Sostiene De Lipsis: “L’Aeegsi non ha competenze su emissioni elettromagnetiche, difesa, ambiente e tutela della salute. E la nomina in quel gruppo di studio, pur a titolo gratuito presso il ministero dell’Ambiente, estraneo al contenzioso, non ha mai avuto corso, non si è mai riunito…”.

Appelli e Cassazione

La querelle amministrativa si incrocia con quella penale. Il Muos, già costato 63 milioni di euro, è infatti sotto sequestro perché la procura di Caltagirone diretta da Giuseppe Verzera sostiene che manchino tutte le autorizzazioni sotto il profilo ambientale, ricadendo all’interno di una riserva naturale della Regione. Posizione contestata dall’avvocatura dello Stato di Catania che si è opposta. Ma il Tribunale del riesame ha confermato la tesi della Procura. E il massimo vertice dell’avvocatura dello Stato, l’avvocato generale dello Stato a Roma Massimo Massella Ducci Teri, ha presentato ricorso in Cassazione. In questa sede l’avvocatura si farà forza adesso della contestata sentenza “provvisoria” del Cga per la parte “ambientale”, sostenendo così che le autorizzazioni sono complete.

Revoche e casse vuote

Infuria la polemica anche perché il Cga con la recente sentenza “provvisoria” assegna al Comune di Niscemi l’anticipazione delle spese per la costituzione e i lavori della commissione di cui fanno parte i tre ministeri. E il sindaco La Rosa, con tante altre voci, comprese quelle delle “Mame No Muos”, protesta perché le finanze locali non consentono l’impegno. Gridano alla “ritorsione”. Ma dalla sede dell’Avvocatura Dell’Aira e Pollara ricordano come sia norma consolidata attribuire le spese a chi chiede la cosiddetta “verificazione”. Media il presidente del Cga De Lipsis: “Il Comune può rappresentare con istanza motivata eventuali impossibilità oggettive al pagamento, lasciando al Collegio l’adozione di scelte alternative”. Una storia destinata a dividere ancora, dopo le polemiche sulla revoca dei lavori da parte del governatore Rosario Crocetta e il suo successivo provvedimento per disporre “la revoca della revoca”.

 

 

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