“Nessuno ha il diritto di obbedire”

Più letti

Global clowns

Note dalla Provenza

Colored


A Bolzano copriranno il Duce


La Arendt, prima di trovare asilo nell’America dei diritti – nell’anno domini 1951, quando i negri viaggiavano democraticamente in mezzi pubblici differenziati – non sentiva certamente quel vincolo d’obbedienza. Era, e tale si riteneva, nemica.

Nutro qualche perplessità, invece, sul fatto che la stessa Arendt – non per fenomeni poltergeist ma per le determinazioni ottuse dello zelante burocrate – possa legittimamente così sentenziare da Piazza Tribunale a Bolzano.

Quale, poi, il messaggio che il bovino medio recepirà dall’inscrizione. Alla meglio quello per cui, se lo dice anche questa signora Arendt, possiamo tutti fare quel cazzo che vogliamo – cosa che, del resto, è già attualità.

Il bassorilievo del Duce è troppo. Insostenibile il richiamo all’eroismo, alla gloria. L’eunuco è incline all’accomodamento e non concepisce rischio e sacrificio.

Agli altri eunuchi, quelli togati che condannano il presente agli infoibati, quelli eletti che deturpano di morale e targhe la nostra Storia, ribadiamo, ancora braccia tese al Sole: obbedire non è alibi, è un voto. È fedeltà all’imperio, consonanza perfetta fra anime. In altri tempi, per altre genti, non per voi schiavi

Ultime

L’onore di un’Italia nascente

Da certe sconfitte viene generata la vittoria

Potrebbe interessarti anche