lunedì 18 Maggio 2026

Noi, la luce e gli spazi infiniti

Verso Alfa Centauri

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Obiettivo: ridurre i tempi.
Se usassimo le tecnologie di propulsione attuali, raggiungere il sistema stellare più vicino, Alfa Centauri, richiederebbe centinaia di migliaia di anni. Figuriamoci il resto della Via Lattea. Ma nel Texas si sta approntando una tecnologia alternativa, che una volta messa a punto consentirà il viaggio verso Alfa Centauri in circa 20 anni, cioè un tempo ancora lungo, ma paragonabile a quello delle missioni spaziali che abbiamo realizzato verso l
Una precisazione: Alfa Centauri si trova a 4,3 anni luce dal nostro pianeta e non è una singola stella ma un sistema di tre astri.
I ricercatori del Dipartimento di Ingegneria Meccanica della Texas A&M University hanno ideato un nuovo approccio al movimento tramite luce, mostrando che i laser possono essere utilizzati per sollevare e guidare oggetti in più direzioni senza contatto fisico. Shoufeng Lan, professore associato e direttore del Laboratorio di Nanofotonica Avanzata, con il suo team ha pubblicato l’articolo “Propulsione ottica e levitazione di metajet” sulla rivista Newton. Lo studio riguarda dispositivi su scala micrometrica, chiamati “metajet”, che generano un movimento controllato quando illuminati da luce laser. Tentativi del genere sono già stati fatti, ma la squadra di ricercatori del Texas dice che il suo lavoro rappresenta un balzo in avanti.

Spostare gli oggetti con la luce
I metajet sono composti da metasuperfici: materiali ultrasottili progettati con minuscoli motivi che consentono agli scienziati di controllare il comportamento della luce, in modo simile alla modellazione di una lente, ma su una scala molto più piccola e precisa. Lan paragona l’effetto al rimbalzo delle palline da ping-pong su una superficie: quando la luce si riflette, trasferisce quantità di moto, creando una forza piccola ma misurabile in grado di spingere un oggetto. «I metajet hanno dimostrato una manovrabilità tridimensionale completa, una capacità mai realizzata prima nei sistemi di propulsione ottica» si legge nell’articolo. A quanto risulta al team, «questa è la prima dimostrazione di manovra 3D utilizzando questo tipo di approccio».
A differenza di altri tentativi già fatti di usare la luce come mezzo di propulsione, il nuovo approccio si basa su un controllo esercitato direttamente sul materiale. Questo consente una generazione di forza più flessibile; la forza dipende dalla potenza della luce piuttosto che dalle dimensioni del dispositivo, il che comporta che (in linea teorica) gli stessi principi possano essere applicati anche al di là dei sistemi microscopici. Comunque è troppo presto per comprare biglietti di andata e ritorno per Alfa Centauri, si dovrà studiare la nuova tecnologia ancora un po’.

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