martedì 27 Febbraio 2024

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Fronte della disoccupazione: dai condomini cifre importanti

    Guardiole ormai spente nei palazzi in città. Nessun tinello e, al posto dell’occhiuta portiera, sempre più spesso un ufficio, quando non un negozio. Nelle grandi città, rileva un’indagine di Immobiliare.it, le portinerie stanno progressivamente scomparendo. Resistono per lo più nei palazzi prestigiosi dei centri cittadini: in Italia, solo il 37% degli immobili a uso abitativo con più di 15 unità è dotato di portineria.

Complessivamente, spiega Immobiliare.it, in Italia ci sono circa 90.000 stabili residenziali dotati di portineria, un numero in flessione del 15% rispetto a soli 3 anni fa, con città come Genova e Torino in cui la percentuale scende addirittura del 20% nello stesso arco di tempo. In generale, sono gli immobili più costosi e di maggior qualità a offrire ancora questo servizio.

In media, infatti, le unità abitative che hanno un costo del 20/25% superiore alla media offrono sempre un servizio di portineria. Spesso accade però, anche negli edifici di valore, che i locali un tempo destinati alla portineria vengano cambiati di destinazione e trasformati in uffici oppure negozi. In questa maniera, si ricaverà da uno spazio destinato a non essere utilizzato un locale di notevole valore.

Considerando Roma, Milano e Napoli come città campione, si nota che la Capitale si piazza al primo posto per il numero di portinerie presenti negli stabili abitativi in centro citta’, con il 45% degli immobili, nonché per quelli destinati a uso ufficio con una percentuale che schizza addirittura all’83%. Segue Milano, con il 43% delle abitazioni centrali provviste di portineria e ben l’81% degli uffici.

Ruoli invertiti se invece consideriamo le periferie: Milano balza al primo posto con il 13% degli immobili civili provvisti di portineria e con il 71% di quelli commerciali, mentre Roma scivola al secondo, con il 10% degli stabili e il 63% di quelli adibiti a ufficio. Infine, al terzo posto abbiamo Napoli, che nelle zone centrali della citta’ presenta una concentrazione del 33% di edifici a uso abitativo serviti di portineria.

Il dato è di gran lunga superiore per gli immobili commerciali, il 77% di quelli situati nelle vie più centrali ha uno spazio destinato alla portineria. In periferia, invece, la percentuale degli uffici scende al 55% mentre è presente solo nel 9% delle abitazioni. Guardando alle nuove costruzioni, vediamo che la tendenza è di offrire questo tipo di servizio solo nei nuovi complessi residenziali costituiti da almeno tre o più palazzine: in questo caso, l’addetto alla guardiola lavora essenzialmente come gestore del centro, occupandosi della sicurezza e dei servizi comuni.

La voglia di portineria, sottolinea Immobiliare.it, torna però a farsi sentire soprattutto in estate, quando lasciare l’alloggio per due o tre settimane desta qualche senso di insicurezza, e in particolar modo tra gli anziani, per i quali spesso il portinaio rappresenta il più immediato punto di appoggio.

La figura è peraltro cambiata nell’ultimo periodo: se originariamente aveva la disponibilità di un alloggio a fianco della portineria ed effettuava anche un servizio di pulizia, oggi accade spesso che non viva nemmeno più all’interno del palazzo, ma si limiti a prestare un servizio di vigilanza nei giorni feriali, per circa 8 ore al giorno (o per mezza giornata).

”Dalle ricerche effettuale dagli utenti vediamo che il filtro ‘portineria’ viene utilizzato quasi esclusivamente per gli immobili commerciali e a uso ufficio – spiega Carlo Giordano, amministratore delegato del gruppo Immobiliare.it – di contro, nelle inserzioni relative agli immobili abitativi si tende piuttosto a sottolineare la sua assenza per evidenziare il vantaggio economico sul totale delle spese condominiali. La portineria sopravvive, quasi come un retaggio del passato, lo dimostra anche il fatto che sono le città con più storia alle spalle a farne maggior uso”.

 

 

 

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