martedì 3 Marzo 2026

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Modello siciliano: i grillini portano la spinta popolare all’abolizione dello Stato

 

Si tratta delle “maledette provincie”: non si risparmierà quasi niente ma inizia la disarticolazione.
Il processo in corso è esattamente quello paventato.

P.S. provincie con la i non è un refuso, è l’italiano corretto. Da una quarantina d’anni è ammessa anche la versione province ma è sostanzialmente scorretta.

L’Assemblea regionale siciliana cancella le Province. Sala d’Ercole approva la norma, promossa dal governo Crocetta e riscritta da tre capigruppo della maggioranza (Gucciardi, Leanza, Malafarina) dopo i rilievi del commissario dello Stato, che prevede il ritorno ai liberi consorzi comunali in sostituzione degli attuali enti. Salta il turno elettorale provinciale di fine maggio (arriveranno i commissari) e si dà tempo all’Assemblea sino al 31 dicembre per varare una nuova legge. In sostanza, ora l’Ars ha otto mesi di tempo per scrivere una vera e propria riforma. Che ancora non c’è.
È certo però, ed è scritto nell’emendamento approvato da Sala d’Ercole, che gli organi di governo dei liberi consorzi non saranno eletti direttamente dai cittadini ma scelti con un sistema indiretto di secondo grado. Dovrebbero essere i sindaci interessati a nominare, fra di loro, i vertici dei nuovi enti territoriali che prenderanno il posto delle Province. La norma che, nei fatti, abolisce le Province è passato con 53 voti a favore, 28 contrari e un astenuto. L’opposizione di centrodestra aveva chiesto il voto segreto. Decisivo, alla luce dell’esito, il sostegno dei grillini alla maggioranza. “A buon diritto possiamo definirla una delle vittorie politiche del movimento che ha riportato sui giusti binari una discussione che aveva preso un’altra direzione. Noi abbiamo sparigliato un pò le carte e riacceso il dibattito e alla fine sia Crocetta sia la maggioranza hanno ripreso quella che era una delle nostre proposte”, dice il capogruppo all’Ars del Movimento 5 stelle, Giancarlo Cancelleri.
“L’abolizione delle Province è una riforma storica. Si tratta della prima tappa di una rivoluzione importante che riguarda la Sicilia. Oggi ha vinto il ‘modello Sicilia’”, ha detto il governatore siciliano subito dopo l’approvazione del maxiemendamento . “E’ la prima regione che riesce a farlo”. Poi Crocetta ha voluto ringraziare il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone (Udc) che “ha svolto ruolo irreprensibile e corretto, che ha fatto un uso severo delle regole”.

 

 

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