Colazione nell’Egeo

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Atene del V secolo a.C., la culla della democrazia, della filosofia e del teatro. Il sole inizia a sorgere e gli artigiani si dirigono verso le loro botteghe, i filosofi passeggiano nell’agorà e gli agricoltori si preparano a una dura giornata nei campi. Ma, prima di tutto questo, aveva luogo il primo pasto della giornata. Cosa mangiavano a colazione gli antichi greci?

Akratisma: la colazione dell’antica Grecia
Il primo pasto della giornata nell’epoca classica era chiamato akratisma (ἀκράτισμα). Gli antichi greci si alzavano presto perché sfruttare la luce del sole era fondamentale; perciò questa colazione era solitamente rapida, pratica e, soprattutto, molto energetica.
La parola akratisma deriva da akratos, che significa non mescolato. I greci consideravano barbaro bere il vino puro; normalmente lo diluivano con acqua in grandi recipienti chiamati crateri. Tuttavia a colazione facevano un’eccezione. Immergere il pane in un po’ di vino puro ammorbidiva la pagnotta e forniva una rapida dose di calorie e zuccheri per iniziare la giornata con energia.
La base indiscussa dell’akratisma era il pane. Ma non un pane morbido e soffice come quello che acquistiamo oggi in panetteria, bensì un pane duro, spesso d’orzo (noto come maza, un pane piatto e rustico) o di frumento. Per questo motivo, per poterlo masticare e inghiottire più facilmente, i greci lo inzuppavano nel vino.

Dal pane e formaggio alle teganites
Questa colazione semplice veniva spesso arricchita con i tesori della terra ellenica: fichi freschi o secchi, olive e formaggio di capra o di pecora. Nella stessa Odissea di Omero si menziona già il ciclope Polifemo mentre prepara del formaggio bianco, un alimento che forniva le proteine e i grassi necessari per sostenere i cittadini fino all’ariston, il pasto successivo consumato intorno a mezzogiorno. La carne e il pesce fresco, salvo nelle zone costiere o dopo i sacrifici religiosi, comparivano raramente nel menù mattutino.
Ma la colazione greca non si limitava al pane, al vino e agli alimenti di base. Molto prima che gli americani rendessero popolari i pancakes o le frittelle con sciroppo d’acero, nelle cucine di Atene si preparavano già le teganites (τηγανίτης o ταγηνίτης). Il nome di questo piatto deriva direttamente da tagenon(τάγηνον), che in greco antico significa padella.
Le più antiche testimonianze letterarie conservate su queste delizie mattutine provengono dai poeti comici del V secolo a.C., Cratino e Magnete (predecessori diretti di Aristofane), confermando che ai tempi di Socrate e Pericle questa prelibatezza era già apprezzata.
Il celebre medico greco Galeno, sebbene abbia vissuto secoli più tardi (nel II secolo d.C.), lasciò testimonianze scritte sulle teganites. Nel suo trattato sulle proprietà degli alimenti descrisse come i cuochi girassero l’impasto due o tre volte nell’olio fumante. Da medico attento agli umori del corpo e alla digestione, Galeno raccomandava di aggiungere un pizzico di sale marino all’impasto per favorire l’equilibrio dello stomaco.

Varianti per tutti i gusti: le staitites
Esisteva un’altra variante di queste frittelle conosciuta come staitites (σταιτίτης). Il termine deriva da staitinos, che si riferisce alla farina o all’impasto di farro, un cereale molto resistente e nutriente. Lo scrittore e grammatico greco Ateneo di Naucrati, nella sua monumentale opera Deipnosofisti (Il banchetto dei sapienti), menziona che le staitites venivano servite ricoperte non solo di miele e sesamo, ma anche di formaggio, creando un piacevole contrasto tra il dolce e il salato.
La colazione era un riflesso della civiltà greca. La dieta si fondava sulla sacra triade mediterranea: il grano, l’ulivo e la vite. Questi tre elementi, doni rispettivamente degli dei Demetra, Atena e Dioniso, erano presenti fin dalle prime luci dell’alba. Tuttavia, mentre le classi più umili e gli schiavi si accontentavano di una manciata di olive e di un pezzo di pane d’orzo, i cittadini più benestanti potevano permettersi il lusso del grano raffinato, del miele puro e del formaggio fresco per preparare le loro teganites.

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