
La prima mossa del governo dei tecnici è la svendita dei gioielli di famiglia
La Finmeccanica annuncia la vendita della Breda Menarini. I dipendenti scendono in strada per protesta. Qualche mese fa per rilevare il marchio si è fatta avanti l’azienda turca Karsan, che ha esordito con una proposta-choc: “Compriamo, ma terremo a Bologna solo 60 dei 300 operai”
Giuseppe Orsi, amministratore delegato della Finmeccanica ha annunciato la volontà di dismettere parte del suo impero industriale.
Un vero paradosso quello delle fabbriche dei bus: i soldi che l’Italia spende per pagare le multe che arrivano dall’Unione Europea a causa dello lo smog nelle città, si potrebbero investire per sostituire autobus vecchi e inquinanti con altri nuovi e all’avanguardia. La ditta bolognese produttrice di autobus intanto dal 1 gennaio vedrà la quasi totalità dei suoi (270 su 290) operai andare in cassa integrazione ordinaria, almeno fino al 31 marzo.
Sommati ai quasi 700 operai della Irisbus di Avellino (la fabbrica della Fiat che ha annunciato la chiusura a settembre), mille operai che sanno costruire mezzi pubblici si fermeranno in tutta Italia. E tutto succede in un paese fanalino di coda tra i quelli europei per quanto riguarda il trasporto pubblico. Dietro di noi ci sono Bulgaria, Ungheria, Estonia e Slovacchia: non proprio dei giganti industriali ed economici.
BredaMenarini è alle prese con una crisi che rischia di metterla in ginocchio: “Dai 15 milioni di euro di perdite nel 2010 siamo arrivati ai 21 milioni di quest’anno – spiega Bruno Papignani, segretario della Fiom Cgil di Bologna – una cifra che supera il costo del lavoro”. E questo, secondo il sindacato dei metalmeccanici, deriva sia dal fatto che il mercato è fermo sia peMa invece di cambiare la gestione per tutti questi problemi, Finmeccanica ora vende anche per fare cassa visto i crolli in Borsa. Da qualche mese si fa il nome di un’importante azienda turca del settore, la Karsan, che al suo arrivo sotto le Due torri questa estate aveva fatto una proposta-choc che ha stordito la stessa Finmeccanica: “Compriamo – avrebbero detto gli emissari venuti da Istanbul – ma terremo a Bologna solo 60 dei 300 operai”. La proposta azzardata ha ricevuto il niet di Finmeccanica e ora i turchi, entro fine novembre, presenteranno una nuova offerta, stavolta in via ufficiale.

