lunedì 4 Marzo 2024

Si riparte dalla spianata delle Moschee

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Israele deve sventare la svolta che rischia di portare alla pacificazione tra i palestinesi

Dopo due settimane di calma relativa gruppi di fedeli islamici palestinesi e reparti della polizia israeliana sono tornati ad affrontarsi  nella Spianata delle Moschee: uno dei luoghi più sacri all’Islam, ma sacro anche agli ebrei perché fino a duemila anni fa vi si ergeva il Tempio di Gerusalemme. Il bilancio dei disordini odierni è di una ventina di feriti (fra cui cinque agenti) e di altrettanti fermi, compreso quello dell’ex ministro palestinese Hatem Abdel Qader (al Fatah) e di un dirigente del Movimento islamico in Israele.
Nella tarda mattinata di ieri la Spianata è stata chiusa al pubblico, fino a nuovo ordine. All’interno di una moschea sono barricati un centinaio di fedeli  che ignorano gli insistenti appelli della polizia ad abbandonare la zona. I responsabili islamici palestinesi avvertono che la situazione rischia di degenerare.
Da parte sua il capo della polizia israeliana Dudi Cohen ha accusato il Movimento islamico in Israele (frazione settentrionale) di aver fomentato gli incidenti. Cohen ha anticipato che i dirigenti di quel movimento saranno sottoposti ad una severa inchiesta. (Ma alla vigilia le agenzie stampa internazionali avevano parlato delle infiltrazioni tra i palestinesi di agenti israeliani, incaricati di provocare incidenti). Nelle settimane scorse esponenti politici israeliani hanno chiesto che esso sia messo del tutto fuori legge. Le nuove tensioni sono legate a un convegno in cui rabbini del cosiddetto ‘Istituto del Tempio’ enunciano il diritto per gli ebrei di avere accesso e anche di pregare nella Spianata. L’iniziativa ha subito allarmato i responsabili islamici palestinesi che hanno fatto appello ai fedeli di ”difendere la moschea al-Aqsa”.
Secondo il capo della polizia di Gerusalemme, Ilan Franco, quando  un gruppo di visitatori (stranieri ed israeliani), sono entrati nella Spianata dimostranti palestinesi hanno reagito con il lancio di pietre.  Si sono avuti lanci di bottiglie incendiarie contro gli agenti, che a due riprese sono ricorsi a gas lacrimogeni e a granate assordanti per disperdere i dimostranti. Molto severe le reazioni dell’Autorità nazionale palestinese, di al Fatah e di Hamas. La polizia israeliana viene fra l’altro accusata di aver ”dissacrato” la Spianata.

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