giovedì 25 Luglio 2024

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Kim Jong Un sembrerebbe aver cambiato i suoi obiettivi a lungo termine. Il leader nordcoreano ha definito quelle tra le due Coree “relazioni tra due Stati ostili”, dichiarato che Pyongyang non perseguirà più la riunificazione, e ordinato preparativi militari per dotare il Nord della capacità di “sopprimere l’intero territorio della Corea del Sud“. Kim ha quindi impartito ai massimi ufficiali del Paese le indicazioni di “annientare” Seoul e Washington nel caso in cui le due nazioni iniziassero un confronto armato.
Sembra passata un’era geologica da quando, nel 2018, il presidente della Corea del Nord e il suo omologo statunitense, Donald Trump, si erano incontrati – per l’esattezza tre volte – nel tentativo di trovare un’intesa tra le parti. La nuova stagione coreana prevede invece bufera e burrasca.
L’amministrazione Biden non è riuscita a smuovere la situazione, mentre il leader della Corea del Sud, il conservatore Yoon Suk Yeol, non ha alcuna intenzione di scendere a compromessi con Kim, come invece ha tentato di fare il suo predecessore Moon Jae In. Il risultato è che oggi la Corea del Nord è tornata ad essere un serio problema per gli Usa e i suoi partner asiatici.

Il patto anti droni della Corea del Sud
La Corea del Nord ha dimostrato di essere imprevedibile. Un anno fa, ad esempio, Pyongyang aveva inviato alcuni dei suoi droni oltre il 38esimo parallelo – la linea di demarcazione che separa le due Coree ancora tecnicamente in guerra tra loro – facendo emergere alcuni deficit difensivi della Corea del Sud. Dal momento che il leader nordcoreano starebbe pensando di migliorare i suoi velivoli senza pilota, ecco che Seoul ha pensato bene di prendere alcuni accorgimenti.
Nello specifico, la Corea del Sud e Boeing stanno unendo le forze per sviluppare Uav ad alta quota e lunga durata (Hale) che le forze sudcoreane potrebbero usare in risposta ad eventuali infiltrazioni nemiche.
Yonhap ha riferito che l’agenzia per l’approvvigionamento di armi sudcoreana, nota come DAPA, prevede di collaborare con l’appaltatore della difesa statunitense sul nuovo progetto di ricerca sui droni. Pare che entrambe le parti abbiano firmato un memorandum d’intesa lo scorso aprile e che si siano incontrate presso la sede della società nello stato di Washington per collaborare al progetto.

I piani di Seoul
La Corea del Sud sta rafforzando le sue capacità di droni in risposta ai recenti progressi dei droni della Corea del Nord. A settembre, il Korea Times scriveva che l’esercito sudcoreano aveva creato un nuovo centro di comando per le operazioni dei droni a Pocheon.
“Se il nemico dovesse lanciare un’altra provocazione contro il nostro Paese, mostreremo una risposta rapida e schiacciante per chiarire che le sue azioni porteranno a un risultato devastante”, ha affermato il generale Lee Bo Hyung, incaricato di guidare l’Army Aviation Command, l’unità appena creata appositamente per gestire operazioni con i droni.
Lo stesso mese, il sito The Warzone faceva notare che l’esercito sudcoreano aveva mostrato un drone stealth ad ala volante durante una parata militare a Seul. Quei piccoli droni potrebbero fornire all’esercito sudcoreano solide capacità di sorveglianza e monitoraggio. Potrebbero anche eseguire assalti di guerra elettronica, attacchi cinetici o agire come droni kamikaze per colpire direttamente gli obiettivi. Kim Jong Un compreso.

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