mercoledì 21 Febbraio 2024

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Probabilmente questa non è opera dei terroristi inviati da oltreoceano. Probabilmente

Almeno 109 persone sono morte e altre 130 sono rimaste ferite nell’incendio scatenato la notte scorsa da fuochi d’artificio in un locale di Perm, grande città industriale degli Urali, a 1.400 km circa a est di Mosca. Autorità e inquirenti hanno escluso la pista di un atto terroristico, addossando la responsabilità della tragedia, – la più grave del suo genere mai registrata in Russia – all’imprudenza, alla negligenza e alla violazione delle norme antincendio da parte dei responsabili del locale.
Dalle prime verifiche risulta che nessun italiano è rimasto coinvolto nell’incendio. Lo ha riferito l’Unità di crisi della Farnesina. Come hanno detto fonti diplomatiche a Mosca, i cittadini italiani residenti a Perm sono stati contattati con successo. Le verifiche, tuttavia, continuano. In precedenza i media russi avevano riportato che tra le oltre 200 persone presenti nel locale ‘Il Cavallo Zoppo’ al momento della tragedia vi erano anche due spagnoli, che tuttavia non hanno subito conseguenze e si trovano ora, sani e salvi, in un hotel.
La sciagura si è prodotta a una settimana esatta dal disastro ferroviario del Nievski Express, il treno deragliato la sera del 27 novembre a causa di un attentato lungo la linea Mosca-San Pietroburgo. Allora i morti erano stati 26 e i feriti un centinaio. L’incendio nel ‘Cavallo Zoppo’, un caffé-ristorante nel centro di Perm adibito anche a discoteca – è scoppiato poco dopo l’una della notte (le 21 italiane) mentre nel locale era in corso un megaparty con la partecipazione di oltre 200 persone che festeggiavano l’ottavo anniversario dall’apertura dello stesso locale.
Un uso improprio del materiale pirotecnico introdotto illegalmente nel locale per allietare la festa ha scatenato le fiamme. E’ andata via la luce, e il denso fumo, unito alla calca indescrivibile alle uscite – ha fatto sì che la festa si trasformasse in tragedia. Su ordine del presidente Dmitri Medvedev a Perm sono giunti in poche ore i ministri dell’interno, della sanità e della protezione civile per coordinare in loco le operazioni di soccorso e assistenza ai feriti. Lo stesso Medvedev, in un collegamento in videoconferenza con Perm, ha avuto parole molto dure nei confronti dei proprietari e dei responsabili del locale, parlando apertamente di “grave crimine” da punire con condanne molto severe. Il presidente ha al tempo stesso auspicato un inasprimento delle pene per le violazioni della normativa antincendo. Medvedev ha proclamato il lutto nazionale per il 7 dicembre.

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