sabato 13 Luglio 2024

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Ma soprattutto nel senso che non avranno soldi

“Il costo dell’energia per le imprese nel 2019 è stato di 8 miliardi, nel 2021 di 20 miliardi e la previsione per il 2022 è di 37 miliardi”. E’ quanto afferma il vicepresidente di Confindustria per le filiere e le medie imprese, Maurizio Marchesini, aggiornando al rialzo la stima sulla “bolletta” 2022. Lo shock nel settore energetico “è un problema per tutte le filiere. Il rischio che si corre è che le aziende spostino altrove la produzione”.
“E’ una tempesta perfetta, il governo agisca subito” – Confindustria chiede quindi che “il governo agisca subito” per scongiurare tale scenario spiegando che si tratta di “una tempesta perfetta”. Si rischia, oltre alla delocalizzazione, anche “il blocco della produzione – avverte Marchesini -, che sta già avvenendo in alcuni settori. Il mondo della ceramica, della carta e il siderurgico stanno fermando gli impianti o producendo a ritmi molto ridotti”.
“Anticipazione della transizione ecologica” – Il costo preventivato di 37 miliardi, spiega il vicepresidente, “è un livello assolutamente insostenibile per le nostre imprese. Così non ce la possiamo fare”. E aggiunge: “Gli interventi messi in campo finora dal governo non hanno investito il 70% delle pmi, quindi serve affrontare il problema attraverso azioni immediate e con una strategia di medio-lungo periodo. Occorre sicuramente che i ministri competenti aprano un tavolo a cui auspichiamo di essere convocati per dare il nostro contributo perché ci sono una serie di interventi che possono essere messi in campo. Questa è solo un’anticipazione di quello che avverrà con la transizione ecologica”.

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