domenica 21 Luglio 2024

Censura al Duce

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ma l’ha ottenuta l’Istituto Luce: i suoi discorsi valgono oro

iMussolini, la controversa applicazione con tutti i discorsi del duce che in pochi giorni aveva scalato la classifica dei software più venduti su iTunes, è stata rimossa dal negozio Apple. Più delle proteste di alcuni gruppi d’opinione che si erano sentiti offesi dal successo del programma, ha potuto la minaccia di azioni legali da parte dell’Istituto Luce, detentore dei diritti su alcuni filmati presenti nell’applicazione.
“Procederemo contro chiunque abbia impropriamente fatto uso e commercializzazione di materiale di nostra proprietà”, hanno annunciato ieri da Cinecittà, invitando Apple a interrompere “immediatamente la vendita” di iMussolini. “Non abbiamo in alcun modo autorizzato la commercializzazione di tali filmati né al signor Luigi Marino, che risulta essere l’ideatore dell’applicazione, né tanto meno alla Apple”.
Secondo quanto pubblicato dal sito iPhoneItalia, l’applicazione è stata rimossa “dallo stesso Marino, in attesa di comunicazioni da parte di Apple”. Lo sviluppatore comunque si difende dalle accuse dell’Istituto Luce ribadendo quanto già detto in un colloquio con Repubblica, e cioè che i materiali usati nell’applicazione sono liberamente reperibili su internet.
Di parere diverso i legali di Cinecittà, secondo i quali “i filmati sono caratterizzati dal logo dell’Archivio Storico Luce in modo inequivocabile” e “sono stati indebitamente scaricati da dvd di documentaristica storica regolarmente in vendita”. Al di là delle valutazioni legali, il Luce definisce “Odioso e diseducativo l’uso strumentale, e a fini economici, dei discorsi di Mussolini fuori dal contesto dell’analisi complessiva che caratterizza da sempre la produzione di documentari da parte di Cinecittà Luce”.
Pubblicata per la prima volta sull’AppStore di iTunes il 21 gennaio scorso, iMussolini aveva scalato le classifiche di vendita, diventanto in meno di una settimana l’applicazione più scaricata tra quelle a pagamento dagli utenti italiani di iPhone e iPod Touch. Un primato che aveva fatto sensazione, varcando i confini nazionali. L’American Gathering of Holocaust Survivors and their Descendants, associazione statunitense di sopravvissuti all’Olocausto, aveva definito iMussolini “un insulto alla memoria di tutte le vittime del nazismo e del fascismo”.
Ma a bloccare l’iphone è stato l’Istituto Luce perché non vuol perderci, sarebbe troppo: i suoi discorsi valgono oro.

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