mercoledì 24 Luglio 2024

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Battesimo operativo in missione umanitaria per la portaerei Cavour, ammiraglia della Marina Militare italiana in servizio da appena sei mesi, pronta a salpare da La Spezia alla volta di Haiti per portare aiuti alla popolazione colpita dal violento sisma. L’ipotesi di inviare la nave da 27 mila tonnellate nei Caraibi era stata inizialmente scartata a causa dei costi elevati e delle due settimane necessarie per l’approntamento e la navigazione ma è tornata alla ribalta quando il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ne ha parlato con il premier Silvio Berlusconi.
Il caos che regna ad Haiti e l’entità dei danni provocati dal sisma inducono a ritenere che anche tra due settimane l’emergenza umanitaria non sarà certo risolta mantenendo così l’utilità dell’intervento navale di soccorso.
Pur con qualche difficoltà dovuta ai danni riportati dalle infrastrutture portuali, a Port au Prince hanno già attraccato un paio di navi cariche di aiuti e i mezzi del genio statunitense sono all’opera per rendere agibili porti e aeroporti necessari all’afflusso dei rifornimenti.
La portaerei Cavour è stata concepita come nave molto versatile ed è in grado di essere riconfigurata per ogni tipologia di missione. In questi caso lascerebbe a terra i jet da combattimento Harrier e potrebbe limitarsi a imbarcare una decina di elicotteri lasciando spazio nell’hangar a una cinquantina di autocarri, jeep, cingolati, mezzi anfibi, gruppi elettrogeni e bulldozer della Fanteria di Marina e dell’Esercito che ha messo in preallarme 200 genieri del 2 reggimento Genio di Trento, reparto in grado di ripristinare la viabilità e rimuovere le macerie. Grazie agli apparati di comunicazione di cui dispone, la portaerei potrebbe fungere da sede di un comando operativo per la gestione dell’emergenza umanitaria e potrebbe sbarcare uomini, mezzi, materiale sanitario e cibo nel porto haitiano utilizzando le due rampe di cui è dotata. Molti feriti potrebbero essere curati nell’ospedale di bordo che può contare su una sala rianimazione, due sale operatorie, una sala terapia intensiva (per 8 persone al massimo), una sala ustionati, una sala degenza per 20 persone, due ambulatori e una sala radiologica-Tac. Gli elicotteri consentirebbero inoltre di raggiungere anche le aree più remote dell’isola per portare soccorsi o evacuare persone. L’operazione italiana ad Haiti verrebbe coordinata con il Brasile, che ha il comando della missione di stabilizzazione dell’Onu presente ad Haiti, (Minustah) e prima di raggiungere l’isola la nave “farebbe scalo in Brasile per raccogliere uomini e materiale brasiliani” ha dichiarato il ministro La Russa.
Con l’invio della Cavour l’Italia fornirebbe il secondo più importante contributo umanitario internazionale (il primo tra i paesi della Ue) dopo quello degli Stati Uniti che hanno mobilitato la portaerei da 100.000 tonnellate Vinson, una decina di navi, un centinaio di velivoli e 13.000 militari.
Costata circa 1,5 miliardi di euro la Cavour è la prima vera e propria portaerei della storia italiana ed è comandata dal capitano di Vascello Luigi Reversi, 46 anni, romano. Lunga 244 metri e larga 39, può superare i 30 nodi di velocità e ha un’autonomia di 7mila miglia a 16 nodi. E’ equipaggiata con sistemi di potabilizzazione dell’acqua di mare e può produrre l’energia elettrica equiparabile a quella necessaria a 6.000 abitazioni. Progettata come nave multi-missione, grazie all’ampio uso di automatismi, opera con un equipaggio di appena 450 persone (più 100/200 addetti alle operazioni di volo) ma può imbarcarne fino a 1.200.
(fonte www.ilsole24ore.com)
Ma quanto ci costa questa “crociera umanitaria”?
Ancora imprecisato il numero delle persone imbarcate, ma dalle immagini trionfali dei media, dove abbiam visto entrare nella Cavour militari e crocerossine a colonne intere, temiamo che abbiano utilizzato anche le scialuppe di salvataggio pur di non essere sotto organico ad Haiti.
Ovviamente tutto personale PAGATO per la trasferta.
Il solo muovere il deretano della Cavour costerà circa 200 mila euro AL GIORNO!
Poi ci sono i mezzi terrestri, anfibi ed aerei, il loro mantenimento, la manutenzione se si dovessero rompere (facciamo gli scongiuri!)
Quanti medicinali verranno utilizzati?
Quanto verranno utilizzate le strumentazioni mediche di bordo?
Quante derrate alimentari consumate?
Poi non scordiamoci l’armamento e le munizioni!
La missione durerà due mesi.
Perché dovevamo impegnarci così tanto?
Gabriele Gruppo
Thule-Italia
http://wordpress.thule-italia.net/?p=1395

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