domenica 14 Luglio 2024

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Gaza: il genocidio proseguirà per almeno una generazione

I bombardamenti israeliani a Gaza del 2006 e del 2009 hanno lasciato sul terreno forti concentrazioni di metalli tossici (dal tungsteno al mercurio, al cadmio al cobalto): il rischio per la popolazione è di tumori, problemi di fertilità e gravi effetti sui nuovi nati, come malformazioni e patologie di origine genetica. E’ l’allarme lanciato dal New Weapons Research Group (Nwrc), una commissione indipendente di scienziati basata in Italia che studia l’impiego delle armi non convenzionali e i loro effetti di medio periodo sui residenti delle aree in cui vengono utilizzate.
Nel suo ultimo rapporto – presentato stamattina in simultanea a Roma e in video-conferenza a Gaza – il Nwrc ha esaminato 4 crateri: due provocati dai bombardamenti del luglio 2006, uno nella città di Beit Hanoun e uno nel campo profughi di Jabalia, e due risultati dalle bombe sganciate nel gennaio 2009 a Tufah, sobborgo di Gaza City. Ha poi analizzato la polvere residua all’interno del guscio di una bomba (THS89D112-003 155mm M825E11) al fosforo bianco esplosa vicino all’ospedale di Al Wafa, nel gennaio 2009.
Lo studio ha messo a confronto i livelli di concentrazione dei metalli.

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