domenica 21 Luglio 2024

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Con stampante 3D

Un vero e proprio arsenale da guerra, ma realizzato completamente con il fai da te, attraverso una stampante 3D. È il singolare bottino rinvenuto dalla polizia nella residenza di un informatico di Formello, alle porte di Roma. Il quarantenne, un uomo insospettabile con moglie e figlio di due anni, si è autosabotato, quando nella sera di martedì si è recato in pronto soccorso per una ferita di arma da fuoco alla mano, insospettendo i sanitari che hanno subito contattato le forze dell’ordine.
L’arsenale – Quando la polizia ha perquisito la casa in cui S.M., come riporta Il Messaggero, vive con la sua famiglia, ha trovato ben 11 mitragliatrici già assemblate e funzionanti e 50 fucili ancora da montare, ma con pezzi già pronti. Una scoperta che ha fatto scattare immediatamente l’arresto per detenzione illegale di armi ai danni dell’informatico, convalidato poi dal gip di Tivoli. La polizia aveva arrestato anche la moglie, ma si è difesa dicendo di essere completamente all’oscuro della vicenda, posizione poi confermata dall’uomo: “Lei non sapeva nulla delle armi”, ha detto l’uomo agli inquirenti. La donna è stata quindi rimessa in libertà per mancanza d’indizi.

L’autogol – S.M. – spiega ancora Il Messaggero – era un uomo insospettabile, finito in manette probabilmente a causa della ferita che si è auto procurato. Martedì il quarantenne si è presentato al pronto soccorso dell’ospedale San Pietro con la mano gravemente ferita, per cui è stato trasferito al San Camillo. Quando i medici gli hanno domandato cosa fosse successo, l’uomo ha tagliato corto con un generico “Mi sono fatto male da solo”. La risposta poco credibile e la decisione di lasciare l’ospedale subito dopo aver subito un’operazione chirurgica hanno definitivamente allarmato i medici, che hanno chiamato la polizia. Sospetti confermati dalla perquisizione che le forze dell’ordine hanno realizzato quella sera stessa, al rientro dell’uomo dall’ospedale.

Le indagini – Restano da chiarire le intenzioni dell’uomo e se l’arsenale ritrovato fosse o meno destinato al mercato clandestino. Quello delle armi autoassemblate è difatti un problema esistente e potenzialmente molto pericoloso. Pistole, fucili e simili prodotte con le stampanti 3D non solo sono pericolose quanto qualsiasi altra arma, ma per di più non avendo un numero di serie non sono registrate e quindi impossibili da rintracciare.

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