mercoledì 24 Luglio 2024

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Meno lavoro e più morti sul lavoro

Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail tra gennaio e dicembre 2021 sono state 555.236 (+0,2% rispetto allo stesso periodo del 2020), 1.221 delle quali con esito mortale (-3,9%). In aumento le patologie di origine professionale denunciate, che sono state 55.288 (+22,8%). Lo fa sapere l’Istituto pubblicando gli open data e rimarcando che i dati sono ancora fortemente influenzati dall’emergenza Covid.
Denunce in aumento – Il numero delle denunce complessive di infortuni, in lieve aumento (+896), deriva dalla diminuzione nel trimestre gennaio-marzo (-11%), dall’aumento tra aprile e settembre (+21%) e dal nuovo calo a ottobre-dicembre (-16%).
Crescono gli infortuni in itinere – I dati rilevati al 31 dicembre di ciascun anno evidenziano, a livello nazionale, un aumento degli infortuni in itinere, avvenuti cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro (+29,2%, da 62.217 a 80.389 casi): diminuiti del 32% nel primo bimestre 2021, sono aumentati del 50% nel periodo marzo-dicembre, complice il massiccio ricorso allo smart working nel 2020, proprio a partire da marzo. Si rileva invece un decremento del 3,5% (da 492.123 a 474.847) degli infortuni avvenuti in occasione del lavoro, calati dell’11% nel primo trimestre 2021, aumentati del 18% nel semestre aprile-settembre e calati di nuovo nel trimestre ottobre-dicembre (-22%).
Meno denunce solo nel nord-ovest – Sul fronte territoriale, si nota una diminuzione delle denunce solo nel nord-ovest (-9,2%), al contrario del nord-est (+6,4%), del centro (+5,2%), delle Isole (+4,8%) e del sud (+0,1%). Tra le Regioni si registrano decrementi in tutte quelle del nord-ovest, a cui si aggiungono la Provincia autonoma di Trento, la Campania e la Puglia, mentre gli aumenti più consistenti sono in Molise, Umbria e Calabria.

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