giovedì 25 Luglio 2024

Sudditi e arimanni

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Un’umanità  occidentale ridotta a gregge nevrastenico si lascia vivere da zombie e intanto si eccita in una serie di guerre civili virtuali che spaccano le famiglie (vax vs novax, femministe vs maschilisti, pro gender vs antigay).
Una moltitudine di sudditi impotenti e autoreferenziali compone quello che ci ostiniamo a definire popolo e la cosa più divertente è che ognuno di loro si crede importante e in possesso di diritti. Intanto ai vertici del sistema mondiale si giocano le partite decisive (fonti energetiche, rivoluzione industriale, cibernetica, dominio digitale, ristrutturazioni geopolitiche).
Ovunque il sistema capitalista è sostanzialmente il medesimo mentre le logiche di controllo della società cambiano a seconda dei singoli livelli di sviluppo.
Al suo interno e alla sua testa si giocano però le partite del domani, di cui la più importante è la realizzazione di un’Europa emancipata e potente.
Ci sono segnali positivi in quella direzione, tra questi il più recente è il Trattato del Quirinale.
Il vero problema è che questa tendenza promettente si realizza nel pieno di un disastro demografico e di un delirio woke. Quelli che antropologicamente sono preordinati per reagire a queste due insidie vengono invece afferrati da agenti angloamericani che li rivoltano contro se stessi e li adoperano per cercare di inceppare gli ingranaggi dell’emancipazione e dell’integrazione europea.
Per non parlare della totale assenza di progettualità al di fuori del liberismo.
Così oggi il sovranismo è diventato la trappola più odiosa e la zavorra più pericolosa e viene impugnato in Germania e in Francia in primis, ma anche in Italia e nel resto d’Europa, dai commissari politici della City e del Pentagono.
Abbiamo detto che stanno spaccando le famiglie? Anche la nostra famiglia politica in cui i sovranisti, pur se spesso in buona fede, fanno da quinte colonne nemiche e rinnegano tutta la nostra tradizione storica, mitica e ideale. Sono sudditi, anche se non lo sanno. Noi vediamo di essere invece uomini liberi, degli arimanni!

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