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Burattinai PDF Stampa E-mail
Scritto da disinformazione.it   
Lunedì 07 Giugno 2004 01:00

Bilderberg: lista dei partecipanti della riunione tenutasi di recente a Stresa (Italia)

Honorary Chairman - Davignon, Etienne
Vice-Chairman, Suez-Tractebel
Honorary Secretary General - Taylor, Martin
International Adviser, Goldman Sachs International

N - Auser, Svein - CEO, DnB NOR ASA
D - Ackermann, Josef - Chairman, Group Executive Committee, Deutsche Bank AG
I - Ambrosetti, Alfredo - Chairman, Abbrosetti Group
TR - Babacan, Ali - Minister of Economic Affairs
P - Balsemao, Francisco Pinto - Chairman and CEO, IMPRESA, SGPS, Former Prime Minister
ISR - Barnavie, Elie - Department of General History, Tel-Aviv University
I - Benedetti, Rodolfo De -CEO, CIR
I - Bernabe, Franco - Vice Chairman, Rothschild Europe
F - Beytout, Nicolas - Editor In Chief, Les Echos
INT - Bolkestein, Frits - Commissioner for the Internal Market, European Commission, former leader of Dutch right wing Liberal Party VVD.
USA - Boot, Max - Neoconservative, Council on foreign Relations, Features Editor, Wall Street Journal
CH - Borel, Daniel - Chairman, Logitech International S.A.
I - Bortoli, Ferrucio de - CEO, RCS Libri
S - Brock, Gunnar - CEO, Atlas Copco AB
GB - Browne, John - Group Chief Executive, BP plc
NL - Burgmans, Antony - Chairman, Unilever NV
F - Camus, Phillipe - CEO, European Aeronautic Defence and Space NV
I - Caracciolo, Lucio - Director, Limes Geopolitical Review
F - Castries, Henri de - Chairman, AXA Insurance
E - Cebrian, Juan Luis - CEO, PRISA (Spanish language media company), former Chairman, International Press Institute
TR - Cemal, Hasan - Senior Columnist, Milliyet Newspaper
GB - Clarke, Kenneth - Member of Parliament (Con.), Deputy Chairman, British American Tobacco
USA - Collins, Timothy C - MD and CEO, Ripplewood Holdings LLC, Yale School of Management, Trilateral Commission
USA - Corzine, Jon S. - Senator (D, New Jersey), Chairman and CEO, Goldman Sachs
CH - Couchepin, Pascal - Former Swiss President, Head of Home affairs Dept.
GR - David, George A. - Chairman, Coca-Cola Hellenic Bottling Company SA
B - Dehaene, Jean-Luc - Former Prime Minister, Mayor of Vilvoorde
TR - Dervis, Kemal - Member of Parliament, former senior World bank official
GR - Diamantopoulou, Anna - Member of Parliament, former European Commissioner for Social Affairs
USA - Donilon, Thomas L - Vice-President, Fannie Mae, Council on Foreign Relations
I - Draghi, Mario - Vice Chairman and Managing Director, Goldman Sachs
USA - Edwards, John - Senator (D. North Carolina), Democratic Presidential Candidate
DK - Eldrup, Anders - Chairman, DONG gas company (becoming privatised) A/S
DK - Federspiel, Ulrik - Ambassador to the USA
USA - Feith, Douglas J. - Undersecretary for Policy, Department of Defense
I - Galateri, Gabriele - Chairman, Mediobanca
USA - Gates, Melinda F. - Co-Founder, Gates Foundation, wife of Bill Gates

USA - Geithner, Timothy F. - President, Federal Reserve Bank of New York
I - Giavazzi, Francesco - Professor of Economics, Bocconi University; adviser, world bank and European Central bank
IRL - Gleeson, Dermot - Chairman Allied Irish Bank Group (currently being investigated for personal and corporate tax evasion)
USA - Graham, Donald E. - Chairman and CEO, Washington Post Company

 
L'abbraccio tra supercapitalismo e comunismo PDF Stampa E-mail
Scritto da ROBERTO DE MATTEI   
Lunedì 07 Giugno 2004 01:00

Note sul "BILDERBERG CLUB", il gruppo semi-occulto di oligarchi educati nelle business schools più esclusive che però strizzano l'occhio a comunisti e progressisti vari.

La stampa italiana, già due anni orsono, informava che l'amministratore delegato della Fiat Umberto Agnelli, appoggiato da un gruppo di giovani manager educati alle business schools americane, aveva concordato con il fratello Giovanni "la apertura di un dialogo sempre più ristretto con il PCI, la sola forza politica che può disciplinare il sindacato" (1). Questi propositi hanno trovato recente conferma nelle dichiarazioni con cui lo stesso Umberto Agnelli ha ripetutamente manifestato la propria disponibilità all'incontro con il Partito Comunista. "Se il PCI è pronto a dare il suo contributo ad un programma realistico, perché rifiutarlo? Da che posizione poi il PCI dia questo contributo, se dall'opposizione o dalla maggioranza, poco importa" (2). Umberto Agnelli è giovane - ha commentato Vittorino Chiusano, consigliere politico della famiglia e direttore della Fiat per le relazioni estere - "e come tutti i giovani, vuole, come dire, vivere la vita, credere al suo tempo e alle sue occasioni" (3). "Certo per luì i comunisti non sono la stessa cosa che per noi, non sono la storia, sono delle persone con cui oggi si può lavorare" (4).

Se è vero che "negli ultimi due anni i fratelli Agnelli si sono oculatamente divisi i compiti [...]" così che Umberto "ha portato avanti la difficile strategia aziendale", mentre Giovanni, dedicandosi ai mercati internazionali, "ha condotto la strategia multinazionale" (5), appare chiaro come il peso di queste dichiarazioni sia ben maggiore di quello che si può attribuire alle imprudenti affermazioni di un industriale preoccupato della produttività della sua azienda. Gli Agnelli vanno infatti legittimamente considerati come una dinastia, in quell'orizzonte supercapitalista legato, nei vari stadi del suo sviluppo, alla crescita e al consolidamento di "nuclei di famiglie" e di veri e propri "clan" finanziari. Questi gruppi formano l'establishment, l'esclusivo "sistema" del supercapitalismo, "una sorta di confraternita, una catena in grado di attraversare tranquillamente nazioni diverse, talvolta in guerra fra loro, partiti e ideologie avverse, situazioni storiche in apparente contraddizione una con l'altra, sulla falsariga di quanto riuscivano a fare i Rotschild nel secolo scorso, quando la famiglia cominciava a trafficare in valuta anche nei periodi in cui l'intera Europa era sconvolta dalla guerra" (6).

Gli insiders, gli "iniziati" dell'olimpo supercapitalista studiano negli stessi colleges, frequentano le stesse università - preferibilmente Harvard od Oxford - intrecciano alleanze economiche e dinastiche, e hanno naturalmente i loro "club", dove discretamente si incontrano, discutono, decidono. Tra questi, luogo di incontro privilegiato dagli Agnelli è il Bilderberg Club, "una organizzazione internazionale di uomini politici, economisti, alti ufficiali, finanzieri, diplomatici" alla quale la rivista l'Europeo ha recentemente dedicato uno sconcertante servizio (7).

Il "club" prende il nome dall'Hotel Bilderberg, presso Oosterbeek, in Olanda, dove si riunirono per la prima volta nel 1954, sotto la presidenza del principe Bernardo d'Olanda, un centinaio tra i maggiori esponenti del supercapitalismo mondiale. Da allora, su convocazione di un ristretto comitato privato internazionale, presieduto dallo stesso principe Bernardo, "ogni dodici mesi, sessanta-ottanta personalità europee e americane si riuniscono per discutere "i problemi del momento". E se diamo un'occhiata ai nomi di coloro che hanno fatto o fanno parte del club vediamo come ques

 
Burattinai II PDF Stampa E-mail
Scritto da Trilateral.org   
Lunedì 07 Giugno 2004 01:00

La lista degli appartenenti al Comitato Esecutivo della Commissione Trilaterale.

Chairmen, Deputy Chairmen and Directors

North American Chairman: THOMAS S. FOLEY
Partner, Akin Gump Strauss Hauer & Feld, Washington DC; former U.S. Ambassador to Japan; former Speaker of the U.S. House of Representatives

European Chairman: PETER SUTHERLAND
Chairman, BP, London; Chairman, Goldman Sachs International; former Director General, GATT/WTO, Geneva; former Member of the European Commission; former Attorney General of Ireland

Pacific Asian Chairman: YOTARO KOBAYASHI
Chairman of the Board, Fuji Xerox Co., Ltd.

North American Deputy Chairman: ALLAN E. GOTLIEB
Senior Adviser, Stikeman Elliot, Toronto; Chairman, Sotheby's, Canada; former Canadian Ambassador to the United States

North American Deputy Chairman: LORENZO ZAMBRANO
Chairman of the Board and Chief Executive Officer, CEMEX, Monterrey, NL, Mexico

European Deputy Chairman: ANTONIO GARRIGUES WALKER
Chairman, J & A Garrigues Aboga

 
CasaPound: "Il nostro cammino continuerà" PDF Stampa E-mail
Scritto da Noreporter.org   
Domenica 06 Giugno 2004 01:00

Comunicato del 6 Giugno 2004 -Ore 20.45

CASAPOUND querelerà nei prossimi giorni varie testate giornalistiche che hanno riportato notizie false e pericolose.
Negli ultimi tempi l'ONC di via napoloeone III ha subito varie provocazioni : dall'occupazione fantasma di via emanule filiberto, al passaggio di 200 burattini in bicicletta del CriticalMass( chehanno rivolto cori tipo bella ciao e altre idiozie similari con ben nascosti fotografi e telecamere che aspettavano una nostra risposta) dai manifesti dei DS a quest'ultima buffonata"pacifista"...
Molti accusano CASAPOUND di aver provocato il tutto sventolando bandiere con la celtica(!) e bandiere tricolori...ma dov'è effettivamente la provocazione?
Stare in finestra a casa "propria"o organizzare/autorizzare unappuntamento a 500metri dell'ala contestatrice disobbediente per farla passare sotto quelle finestre?
Macchinazioni dunque, calcoli dell'ombra, provocazioni che potrebbero diventare molto pericolose...come pericolose sono già le dichiarazioni comparse oggi su LIBERAZIONE cheafferma in tutta leggerezza che all'ultimo piano si è vista CHIARAMENTE una PISTOLA!!!!
Parole buttate lì senza certezza perchè figlie di un calcolo mediatico...
Siamo certi che altre provocazioni arriveranno perchè l'ESSERE non può che dare fastidio in un mondo d'apparenza e materia.
Tuttavia sembra rientrato, almeno per ora,l'allarme dello sgombero coatto che ieri sembrava "l'unica soluzione possibile"...
CASAPOUND ringrazia tutte le Comunità, leAssociazioni, gli Uomini Liberi le altre 2 ONC e Noreporterche hanno manifestato la loro militante solidarietà e la loro disponibilità.
Ovviamenteil nostrocammino continuerà .
Impossibile sarebbe pensare diversamente.
Costruiremo il mondo che vogliamo nonostante tutto perchè così c'è stato insegnato e così insegneremo ai nostri figli.
IN ALTO I CUORI
...e ci si vede alla prossima...
Casapound
 
Perché Casa Pound dà così fastidio? PDF Stampa E-mail
Scritto da Noreporter.org   
Sabato 05 Giugno 2004 01:00

Questa è la domanda che i fatti del 4 giugno fanno venire in mente. Perché il senso di questo squallido tentativo di provocazione a ben vedere in realtà di politico ha molto poco: pare generato piuttosto dal quel solito eterno livore rancoroso, unica vera costante di una sinistra sempre più confusa quanto rumorosa e incocludente.

Ma non è che per caso che sia l'esperienza di CasaPound in sé stessa a colpire nel segno, e mettere a nudo tutta una serie di vuoti e contraddizioni, risolvendole in una maniera per così dire scomoda? Non è che una "destra" capace di ridisegnarsi, di mettere in pratica le proprie idee, di accettare la sfida dei tempi, ponendo sul piatto problemi come la casa e la necessità di riempire i vuoti culturali di queste città sempre più disumanizzanti, non è che una "destra" che non rompe, che non sfascia, che non si limita a lamentarsi, ma che propone, che costruisce, sia proprio quella che da fastidio?

Si è questo che in fondo dà fastidio. E non solo a certa sinistra… Da fastidio che finisca l'era dei fascisti-mostri-da-prima-pagina, che non si possa più usufruire di quei bei spauracchi del pericolo nero, che tanto comodo facevano a tutti, che piuttosto qualcuno per portare avanti le proprie idee si metta a sorridere e a lavorare, proponendo alternative, facendo sua la "forza tranquilla" di chi sa che il suo percorso si scrive in un percorso ben più grande, di cui sa di essere solo un passaggio. E se è vero come è vero che Casa Pound, le Occupazioni Non Conformi, vanno sicuramente verso una direzione nuova, chi le avversa cerchi almeno di essere all'altezza di questa novità. E si ricordi che le idee che in questi canali oggi si muovono e che gli uomini da queste idee animate, sapranno andare oltre le forme del momento.

E che altre forme verranno.

E che se "L'Idea è la nostra patria" dovunque saremo sapremo dare una patria alle nostre idee.

E che CasaPound non è un luogo fisico.

E' un Idea.

 
Burattini violenti della sinistra elettorale PDF Stampa E-mail
Scritto da Noreporter   
Sabato 05 Giugno 2004 01:00

L'assalto farsesco a Casa Pound, avente come scopo di generare una repressione contro il centro d'accoglienza dei senza tetto, è stato guidato da quattro o cinque onorevoli della sinistra radical-chic

L'assalto farsesco a Casa Pound, avente come scopo di generare una repressione contro il centro d'accoglienza dei senza tetto, è stato guidato da quattro o cinque odorevoli della sinistra radical-chic. Questa farsa violenta è la seconda, in ordine di tempo, e fa seguito a tre assalti a sezioni di Forza Nuova. Candidati verdi e di RC sono stati notati e denunciati durante queste pietose manovre che servono a fare campagna politica a basso costo, su temi di assoluta retroguardia, e permettono di nascondere la totale mancanza di proposte credibili nei confronti delle basi completamente allo sbargalio di fronte all'incalzare dell'imperialismo globale della finanza. Questo genere d'operazioni è infame e pericoloso perché, oltre a mettere a rischio gli ingenui militanti gettati allo sbaraglio contro obiettivi che non li riguardano, servono a scaldare le polveri. Un'escalation è quanto questi signori si augurano come già ha potuto comprendere la Magistratura. Ci auguriamo che questi emuli di Caradonna e di Lama ricevano al più presto il medesimo trattamento che conobbero allora quei burattinai che furono presi a pedate dalle rispettive basi.

 
Proteggi la tua password? PDF Stampa E-mail
Scritto da repubblica.it   
Sabato 05 Giugno 2004 01:00

Allarme sicurezza: i navigatori non proteggono le proprie password. Nell’era del controllo totale, anche i semplici utenti devono mettersi al riparo dall’occhio indiscreto del Grande Fratello. Che fare?

ROMA - Kevin Mitnick, il più famoso hacker del mondo, lo ripete da tempo: "Ognuno di noi è la più grave minaccia alla sicurezza dei suoi dati". Posta elettronica, conti bancari, documenti riservati sono continuamente a rischio per la leggerezza con la quale vengono protetti dai loro legittimi proprietari.

Il mese scorso, durante la conferenza "Infosecurity Europe" di Liverpool, è stato reso noto un sondaggio sconcertante. A un campione di impiegati è stato chiesto quale fosse la propria password: il 37 per cento l'ha rivelata immediatamente. Un altro 34 per cento ha ceduto dopo breve insistenza. "Spesso, il modo migliore per ottenere un'informazione è chiederla direttamente", conferma Mitnick.

Cresce, tra gli esperti di sicurezza, la preoccupazione per come gli utenti scelgono e gestiscono le proprie password. I pirati informatici usano mezzi sempre più sofisticati per indovinare le parole chiave delle loro vittime. Di contro, la maggior parte delle persone non perde pessime abitudini, come quella di scegliere per password il nome del proprio animale domestico o quella di scrivere la password su un post-it per paura di dimenticarla.

"Molta gente pensa: che mi importa se mi rubano la password? Io non ho niente da nascondere", spiega Scott Granneman, esperto di servizi Internet. "Il problema è che, una volta che qualcuno ne ha preso il controllo, il tuo computer può essere utilizzato per fare cose molto brutte: attaccare siti governativi, diffondere immagini pedopornografiche, inviare spam".

Secondo Granneman, quando si sceglie una password bisogna seguire tre regole: lunghezza non inferiore ad otto caratteri, mischiare lettere e numeri, maiuscole e minuscole, non utilizzare sequenze di senso compiuto o altrimenti facili da indovinare. Per chi teme di non riuscire mai a memorizzare una parola chiave di questo genere, Granneman ha un suggerimento: "Prendete la vostra canzone o la vostra poesia preferita", scrive su SecurityFocus, "e usate come password le lettere iniziali delle parole che compongono i primi versi".

Un appassionato di Dante, ad esempio, potrebbe utilizzare come password "nmdcdnvmrpuso". Per renderla più complicata, si potrebbe sostituire qualche lettera con un numero di aspetto simile e utilizzare la maiuscola per i monosillabi: "NmDcDnvMrPU50".

Nella gestione di account particolarmente importanti, ad esempio quelli che permettono di accedere ai conti in banca, si va diffondendo la cosiddetta autenticazione a due fattori: per ottenere l'accesso è necessario conoscere una coppia di password una delle quali scade dopo il primo utilizzo e viene rigenerata in continuazione, oppure utilizzare una password e un dispositivo fisico, ad esempio una smart card.

Si tratta di misure di sicurezza ancora poco diffuse. Uno degli impiegati intervistati dai ricercatori di Infosecurity ha raccontato che nella sua azienda (un call center finanziario) le password vengono rigenerate ogni giorno, ma nessuno ha problemi a ricordarle perché vengono scritte su una lavagna, in modo che tutti le conoscano. "Ma", ha precisato, "credo che vengano cancellate la sera, prima che arrivino le donne delle pulizie".

Un'abitudine, quella di utilizzare password facili o note a tutti, che ha radici lontane. Bruce Blair, che a metà degli anni Settanta era impiegato nella struttura di lancio dei missili nucleari Minuteman, ha raccontato recentemente che la parola chiave da digitare per impedire il lancio accidentale era una sequenza di otto zeri.

 

La voce del padrone PDF Stampa E-mail
Scritto da Noreporter.org   
Sabato 05 Giugno 2004 01:00

L'idiozia e l'infamità hanno anche un altro volto oltre a quello degli utili idioti che hanno assaltato Casa Pound per protestare contro Bush (?): quello di chi ha deciso in questi giorni di ricordare "gli eroici ragazzi americani che ci hanno liberato". Parole in libertà dal "partito americano".

EMMA BONINO
Eurodeputato della Lista Bonino

"La ricorrenza del 60° anniversario della liberazione di Roma, da parte
delle truppe alleate, dovrebbe rappresentare un'ottima occasione, per un
paese dotato di una classe politica composta e consapevole, di riconoscere
di dover le proprie libertà al sacrificio di centinaia di migliaia di
americani. Da questa consapevolezza occorre trarre forza, tutti insieme,
per realizzare finalmente l'organizzazione mondiale delle democrazie e gli
Stati Uniti d'Europa e d'America, e per impegnarsi fino in fondo a
sostenere il difficile e necessario processo di democratizzazione in Iraq e
in Mediooriente. Un segnale incoraggiante in tal senso, buono per questi
giorni, sarebbe quello d'imparare a sottrarsi agli ordini
politico-mediatici di Al Qaeda"

* * * * * *

DANIELE CAPEZZONE
Segretario dei radicali italiani

"Aderisco alla manifestazione de L'opinione di ringraziamento agli
americani per il 4 giugno perché se Casarini può oggi bruciare le bandiere 

Casa: mercato bloccato, meno famiglie in affitto PDF Stampa E-mail
Scritto da Ansa   
Venerdì 04 Giugno 2004 01:00

Il mercato degli affitti e' bloccato e inaccessibile.

Negli ultimi 20 anni il numero delle famiglie che vive in affitto si e' ridotto del 17%.Quella della casa, secondo i costruttori, e' ormai una vera e propria emergenza e la situazione ''e' destinata a peggiorare'', ha detto oggi il presidente dell'Ance, Claudio De Albertis. L'emergenza-casa ''si fa piu' preoccupante e il disagio non e' affatto attenuato dalla vivacita' dell'andamento delle compravendite''.
 
Biometria, quando fallisce l'infallibile PDF Stampa E-mail
Scritto da Paolo Attivissimo   
Venerdì 04 Giugno 2004 01:00

Le vostre impronte digitali vengono trovate in un covo di terroristi. Il vostro DNA è sull'arma di un delitto. Come dimostrate la vostra innocenza? Le odissee di due vittime del delirio di onnipotenza che circonda la biometria

Brandon Mayfield è un avvocato musulmano che vive nell'Oregon. Di recente è stato preso dall'FBI e incarcerato per 17 giorni, con l'accusa devastante di terrorismo: coinvolto negli attentati di Madrid. Le sue impronte sono sui materiali usati dai terroristi. Una prova schiacciante.

Peter Hankin, un barista di Liverpool, viene arrestato da Scotland Yard perché il suo DNA è sull'arma che ha ucciso una ragazza nella pineta di Campolecciano, vicino a Castiglioncello, il 19 agosto 2002. Un'altra prova schiacciante.

Ma entrambi vengono ben presto scarcerati, e le forze di polizia che li avevano arrestati devono chiedere profondamente scusa. Nessuno dei due ha commesso il delitto di cui era accusato, anche se i suoi dati biometrici (DNA, impronte digitali) lo inchiodano. O forse no.


Delirio digitale

Adesso che ci avviciniamo all'era della biometria sempre e dovunque, è forse il caso di smentire alcuni miti che circondano l'argomento. Prima di tutto, la biometria non è infallibile. Persino le mitiche impronte digitali, che sono uno dei più classici strumenti della biometria, sono assai meno affidabili di quanto i non addetti ai lavori, e soprattutto i politici che poi devono decidere se acquistare costosissimi sistemi biometrici basati (anche) sulle impronte digitali, immaginino.

Nel caso di Mayfield, per accusare di terrorismo un innocente è bastata una semplice ritrasmissione digitale di un'impronta imperfetta, con un numero "insolito" di punti di somiglianza con le impronte del malcapitato avvocato; al resto hanno pensato i pregiudizi. Ehi, Mayfield è un musulmano, ha fatto una telefonata a un ente di beneficenza islamico finito nella lista USA dei sorvegliati, e l'ha fatta esattamente un anno dopo gli attentati dell'11 settembre: ergo è un terrorista! Vive nell'Oregon ma le sue impronte sono state trovate a Madrid? Dettaglio trascurabile.

L'FBI ha frettolosamente promesso di rivedere le proprie procedure, ma qui più che altro si tratta di cambiare la testa della gente, cosa ben più impegnativa. La troppa fiducia riposta nell'infallibilità delle impronte digitali ha indotto i funzionari dell'FBI, secondo il New York Times, ad essere "così fiduciosi della corrispondenza che non si sono mai preoccupati di esaminare l'impronta originale" (invece della sua scansione digitale) quando si sono recati a Madrid, e nonostante le insistenze degli investigatori spagnoli, che adesso hanno trovato che le impronte incriminate corrispondono a quelle di un algerino. Ci si potrà fidare stavolta?

Il povero Peter Hankin ha tribolato assai più a lungo per convincere gli investigatori della propria innocenza. Il ritrovamento del suo DNA in Italia era tutto sommato a prima vista plausibile; l'unica cosa che ha scagionato Hankin nonostante la prova apparentemente inequivocabile del DNA è stato il suo alibi di ferro: decine di testimoni, compreso il titolare del locale e numerosi clienti, hanno infatti confermato che era sicuramente in Inghilterra nel periodo del delitto. Ma "la polizia, sia quella inglese che italiana, si è comportata in modo superficiale. Nessuno di loro ha fatto un minimo di indagine", secondo le dichiarazioni al Sunday Mirror del difensore di Hankin.


Questione di mentalità

Questo è esattamente il tipo di pericolo che si prospetta, su scala assai più vasta, con l'introduzione delle tecnologie biometriche nella vita quotidiana. Non è tanto un problema della tecnologia in sé, quanto dell'uso inadeguato che se ne fa. Gli inquirent

 
Inquilini di una barricata. PDF Stampa E-mail
Scritto da Noreporter.org   
Venerdì 04 Giugno 2004 01:00

Casapound - Roma. Un migliaio di noglobal ed esponenti dei centri sociali col volto coperto davanti a Casapound al grido di morte al fascista.

Un migliaio di no-newGlobal si sono presentati armati deiconsueti numeri da americani per tentare l'assalto a Casapound.Brandendobastoni e inneggiando ad inefficaci epurazioni si sono ritirati da qualche minuto dal tentativo di assalto a Casapound.
 
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