giovedì 13 Giugno 2024

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Autostrade. Negli anni Sessanta vennero sottoposte a un pedaggio temporaneo per ammortizzarne i costi, così si disse allora. Adesso costano quanto la benzina. Negli anni Trenta erano gratuite.

Lo spaventoso incidente di sabato pomeriggio riporta in primo piano la discussione sugli investimenti in sicurezza sulla rete autostradale. La società Autostrade, che gestisce la maggior parte delle tratte della Penisola, oltre 3.400 chilometri di asfalto, garantisce che i fondi destinati al miglioramento delle infastrutture, dalla privatizzazione in poi, sono sempre cresciuti. Negli ultimi anni però gli automobilisti hanno dovuto fronteggiare anche aumenti dei pedaggi praticamente doppi rispetto al tasso d’inflazione e non sempre corrispondenti a un sensibile miglioramento della qualità del servizio. Secondo una indagine dell’associazione dei consumatori Altroconsumo, dal dicembre 2001 a oggi le tariffe autostradali sono rincarate (compreso l’ultimo ritocco all’insù varato all’inizio di questo mese) del 12% circa, a fronte di un tasso d’inflazione che nel periodo è stato inferiore al 6%.
Nel 2003 le Autostrade dichiarano di aver destinato circa 650 milioni di euro in lavori di potenziamento e messa in sicurezza della rete. Gli investimenti per la manutenzione sono ammontati invece a 270 milioni. Secondo dati dell’Anas gli interventi direttamente rivolti a migliorare la sicurezza degli utenti su tutta la rete autostradale italiana sono stati 131,4 milioni di euro (la cifra si riferisce però al 2002), di cui un terzo circa a carico della società Autostrade (46,2 milioni).
Sotto accusa poi ci sono gli interventi di manutenzione programmata che, soprattutto nei periodi estivi, rallentano la circolazione e allungano i tempi di percorrenza. Le Autostrade si difendono ricordando che la manutenzione è indispensabile per aumentare sicurezza e qualità del servizio e ricordano che nel 2003 la società ha ricostruito 14,5 milioni di metri quadri di strade (il 21% in più rispetto all’anno precedente), mentre le superfici rifatte con pavimentazioni drenanti (che aumentano la sicurezza in caso di pioggia) tra il 2002 e il 2003 sono quasi triplicate passando da 2 a 6 milioni di metri quadrati.

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