martedì 25 Giugno 2024

Clima di guerra

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Le guerre non producono solo morte e distruzione, ma contribuiscono anche significativamente al riscaldamento climatico. Nei primi due mesi di guerra a Gaza, si stima che siano state generate emissioni inquinanti equivalenti a 281.315 tonnellate di CO2, come se fossero state bruciate 150mila tonnellate di carbone. I dati, scrive il Guardian, sono stati raccolti in uno studio di ricercatori americani e britannici, pubblicato dal Social Science Research Network. Sono numeri, viene evidenziato, che superano le emissioni annuali di una ventina fra i Paesi più a rischio per gli effetti dei cambiamenti climatici.

Aerei militari, razzi e pallottole: cosa inquina di più
La quasi totalità del’inquinamento è stata provocata dalla risposta militare israeliana al massacro perpetrato da Hamas il 7 ottobre. I dati comprendono la CO2 prodotta dai voli degli aerei militari israeliani e le emissioni provocate dalla produzione e lo scoppio di bombe, proiettili d’artiglieria e razzi. Circa la metà delle emissioni è da attribuire agli almeno 200 voli cargo americani che hanno portato entro il 4 dicembre 10mila tonnellate di rifornimenti militari in Israele. I soli voli hanno diffuso nell’atmosfera 133.000 tonnellate di CO2, quanto inquina in un’anno l’isola di Grenada. I razzi sparati da Hamas contro Israele hanno generato 713 tonnellate di CO2, come 300 tonnellate di carbone.”Questo studio è soltanto un’istantanea della più ampia impronta della guerra, un quadro parziale delle massicce emissioni di carbonio e degli inquinanti tossici che rimarranno a lungo dopo che la guerra sarà finita”, afferma Benjamin Neimark, della Queen Mary University of London, uno dei co-autori della ricerca.

Anche la ricostruzione peserà sul Pianeta
Anche quando sarà finito il conflitto, vi saranno conseguenze per il clima. La ricostruzione di circa 100mila edifici a Gaza, genererà l’equivalente di almeno 30 milioni di tonnellate di CO2, quanto produce in un anno la Nuova Zelanda. Senza dimenticare l’inquinamento prodotto prima: la rete sotterranea di tunnel costruita da Hamas, lunga 500 km, ha portato a 176mila tonnellate di emissioni di gas serra, più di quanto emette l’isola di Tonga. La costruzione della barriera lunga 65 km che Israele aveva costruito al confine di Gaza ha contribuito dal canto suo per 240mila tonnellate di CO2, quanto l’intera Repubblica Centrafricana in un anno.
I dati evidenziano un problema più ampio, quello del costo climatico dell’attività militare. I dati in questo campo sono tenuti segreti e non vengono tenuti in conto nei negoziati alle conferenze annuali dell’Onu sul clima. “Questa ricerca ci aiuta a capire l’immensa magnitudine delle emissioni militari, per preparare la guerra, portare avanti la guerra, ricostruire dopo la guerra. I conflitti armati spingono l’umanità più vicina al precipizio della catastrofe climatica”, nota David Boyd, rapporteur speciale dell’Onu per i diritti umani e l’ambiente.

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