venerdì 19 Aprile 2024

Come a casa loro

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Tutti i privilegi e le immunità dei soldati americani in Sardegna: dagli affronti di sapore puramente simbolico ai vantaggi economici e penali. Chi ha dubbi che si stia parlando di un esercito di occupazione si ricrederà. Chi ha detto che siamo uno stato sovrano?

Solo dopo anni e molte proteste (seppure a bassa voce) gli americani della base di Santo Stefano hanno accettato di affiancare il tricolore italiano alla loro bandiera. Chiara dimostrazione del fatto che gli USA considerano Santo Stefano esclusivo territorio americano.
Tra le curiosità c’è il fatto che, pur essendo l’approdo soltanto statunitense (base per sottomarini nucleari – N.d.R.) le auto che vi circolano hanno la targa NATO quella dell’AFI (Allied Force in Italy). Questo per poter permettere ai militari di stanza alla Maddalena di usufruire delle facilitazioni concesse dal “marchio” NATO, ad esempio un forte sconto sul carburante.
Un altro vantaggio di cui godono i militari americani a Santo Stefano è quello della giustizia penale. In caso d’incidente con i civili, i soldati accusati devono essere processati negli USA, a meno che non facciano espressa richiesta di un processo nel tribunale locale. Questo, tra l’altro, accade in tutte le basi statunitensi in Italia e la vicenda del Cermis è l’esempio più eclatante…
Anche la Maddalena ha avuto il proprio caso emblematico, che fece meno scalpore ma fu altrettanto odioso: una bambina di cinque anni venne violentata da un marine. Questo accettò di farsi giudicare da un tribunale italiano, ma in contumacia: il verdetto venne emesso quando il soldato era ormai rientrato negli Stati Uniti.

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