domenica 14 Aprile 2024

Coprifuoco

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I minorenni non potranno uscire da soli dopo le 22 di sera, a volerlo un sindaco della provincia di Napoli.
Pensa che il ritorno al coprifuoco possa far diminuire la criminalità e l’insofferenza giovanile; ma dimentica che sono i valori di una società sana e non certo i divieti a educare i giovani

“Dobbiamo sapere la sera i nostri figli dove sono. Non possiamo lasciare che ragazzini di 13, 14 anni girino per la città senza meta”. Con questa motivazione il sindaco di Sant’Antonio Abate (Napoli), Gioacchino Alfano, ha deciso il coprifuoco per i minorenni. Dopo la maxirissa di sabato scorso nella quale cinque giovani si sono accoltellati, i ragazzi potranno restare in strada dopo le 22 solo in compagnia dei genitori.



“Non parliamo di coprifuoco – dice il sindaco – perché non è questo il senso della mia ordinanza. Il provvedimento che andròa firmare ha come obiettivo una maggiore attenzione nei confronti dei minori. Tenendo presente gli obblighi dei genitori, con gli assistenti sociali e la polizia municipale voglio che ci sia una maggiore attenzione per i giovani”.

“Nell’ ordinanza – ha proseguito Alfano, che è anche parlamentare di Forza Italia – che è indirizzata anche ai direttori didattici, ai presidi, in pratica sensibilizzo tutte le istituzioni a interessarsi attivamente dei giovani. Di chiedere cosa fanno la sera, dove vanno. Insomma di rendersi partecipi della vita di questi giovani. Dobbiamo evitare che questi ragazzini girino di sera senza meta ed evitare che si ripetano episodi come quelli di sabato. I ragazzi coinvolti nella rissa – ha spiegato – erano stati già segnalati. Io per primo, sabato sera, mi sono preoccupato in prima persona di parlare con loro. Il senso della mia ordinanzaè chiaro: sensibilizzare gli organi preposti”.

Nell’ ordinanza, viene sottolineato il ruolo delle famiglie. “La famigliaè il fulcro, il motore dell’ educazione dei giovani. Con questa iniziativa – ha proseguito – vogliamo fare un’azione di prevenzione senza mettere in difficoltà il ruolo dei genitori. E’ normale, però, che un ragazzino non puo’ andare in giro da solo fino a notte fonda e che è necessario un controllo. Per questo i servizi sociali e tutte le istituzioni preposte dovranno fare il loro lavoro”. “Anche io sono genitore – ha aggiunto il sindaco di S. Antonio Abate – Ho dei figli adolescenti e conosco perfettamente le difficoltà che si hanno nell’ educare i figli, soprattutto quando si hanno impegni di lavoro”.

Tra i punti del provvedimento c’è anche il divieto della vendita di coltelli, che riprende l’ordinanza prefettizia dell’agosto scorso, emessa dopo la morte di Fabio Nunneri, ucciso da una coltellata durante una lite per futili motivi. “Ero d’accordo con l’ iniziativa del prefetto – ha aggiunto Alfano – e la ripropongo ora. Perché queste armi sono davvero pericolose”.

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