giovedì 22 Febbraio 2024

Cybermen

Più letti

Global clowns

Note dalla Provenza

Colored

Presto saremo strettamente legati ai computer che riconosceranno le nostre impronte dell’iride e quelle digitali. Welcome to paradise !

Le password faranno presto parte della nostra storia. Per ironia della sorte, a lanciare la crociata contro i codici alfa-numerici è lo stesso Bill Gates, l’uomo che più di ogni altro ha legato la propria fortuna all’accoppiata username-password. A mandare in archivio «una tecnologia ormai moribonda», ha detto Gates ieri al Futurshow, saranno le smart card e la biometria, l’identificazione legata alle impronte digitali o al riconoscimento dell’iride, ritenute più sicure e affidabili oltre che più pratiche. Dunque, presto non avremo più bisogno di ricordare a memoria il codice pin del cellulare, quello del bancomat o della carta di credito. E anche l’accesso ai siti internet che richiedono una registrazione – dalla posta elettronica al conto corrente online – sarà possibile sfiorando con un dito lo «scanner» del pc, in grado di riconoscere l’utente e di farlo accedere ai siti a cui è registrato.



SICUREZZA – Così, se «il problema della sicurezza è legato alla debolezza delle password» – come sostiene Bill Gates – il nostro dito diventerà la chiave d’accesso universale per il web. In effetti, le combinazioni con data di nascita, nome dei figli, della mamma, della fidanzata o del gatto non ci hanno mai fatto sentire al sicuro. La biometria – cioè l’utilizzo di tratti distintivi del corpo umano (voce, retina, riconoscimento facciale, impronte digitali) come «chiave» di accesso – non manderà in archivio solo le password. Già utilizzati in alcuni aeroporti per motivi di sicurezza, questi sistemi si stanno diffondendo rapidamente ad altre applicazioni. Nella Carolina del Sud, la catena di supermercati Piggy Wiggly ha adottato un sistema di pagamento via impronte digitali. I clienti, dopo aver fatto la spesa, possono pagare il conto, senza code e senza mettere mano al portafoglio, semplicemente passando il pollice su appositi scanner sistemati alle casse.

TELEFONINI COME BANCOMAT – Dopo aver sorpassato nel 2003 il vecchio denaro contante, anche carte di credito e bancomat rischiano così in futuro di perdere il primato ad opera di nuovi sistemi di pagamento. Fantascienza? Forse, ma intanto in Giappone la compagnia di telefonia mobile DoCoMo ha lanciato una nuova linea di cellulari dotati di chip speciali che consentono di utilizzare i telefonini come carta di credito. Nel vecchio continente la risposta alla supremazia tecnologica del Sol Levante è affidata alla finlandese Nokia, che all’inizio del 2005 partirà con una sperimentazione nella cittadina tedesca di Hanau, vicino a Francoforte. I cittadini dotati di un cellulare sperimentale potranno pagare l’autobus semplicemente passando il proprio telefonino davanti a un lettore in grado di registrare i dati del viaggio e di addebitare il relativo costo via telefono.
L’utilizzo di chip per motivi di sicurezza si sta diffondendo anche negli ospedali: in Inghilterra, già dal 2003, undicimila dipendenti del servizio sanitario nazionale, distribuiti in 60 ospedali, utilizzano l’impr

Ultime

Furbetta artificiale

Posti a rischio a valanga, almeno nella prima fase

Potrebbe interessarti anche