lunedì 15 Aprile 2024

Dalla spada nella roccia

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Il barbagianni torna a popolare la pianura padana, e i suoi resti alimentari “raccontano” ai ricercatori anche le sue abitudini di caccia: sono i primi dati del progetto che ha previsto l’installazione di 10 nidi tra fienili, sottotetti e antichi edifici dell’aperta campagna bresciana, realizzato dal Parco Natura Viva di Bussolengo (Verona) con il supporto di Italmark.
In un territorio in cui il barbagianni ha perso il 50% degli esemplari negli ultimi tre decenni, l’obiettivo è offrirgli una “casa”, per ripristinare l’originaria convivenza tra il rapace notturno e le attività agricole.
Ad analizzare i campioni scientifici è l’Università di Bologna, con il team guidato da Mauro Delogu.
Cresce il debito italiano nelle mani di famiglie e imprese
Negli ultimi due anni, la quota di bot e btp detenuta dai piccoli risparmiatori e dalle aziende è più che raddoppiata e nel corso del 2023 si è assistito a una vistosa accelerazione. A dicembre 2021, con il debito che aveva toccato i 2.572 miliardi, il mercato retail aveva il 6,4% delle obbligazioni emesse dal Tesoro in circolazione, vale a dire 142 miliardi su 2.234 miliardi complessivi di titoli e 2.678 miliardi di debito totale.
Storie di pensioni e tenore di vita con il debito che aveva toccato i 2.757 miliardi, un primo scatto: la percentuale di titoli statali in mano alle famiglie era salita all’8,7% (199 miliardi su 2.280 miliardi di titoli).
Ma è nei primi 11 mesi dello scorso anno che, tra Btp Italia e Btp Valore, la corsa delle famiglie e delle imprese a comprare debito pubblico si è fatta più insistente: a novembre (ultimo dato disponibile, quando il debito era arrivato a 2.855 miliardi), i privati avevano il 13,5% di bot e btp, cioè 320 miliardi sui 2.378 miliardi totali di emissioni statali. Nello stesso biennio in esame, il debito italiano nei portafogli degli investitori esteri è passato da 685 miliardi del 2021 ai 658 miliardi del 2023, con la quota calata da 30,7% al 27,3%.
Nelle “borre” (i rigurgiti) lasciate dai barbagianni nei nidi sono state rinvenute ossa di storno comune e ratto bruno. Materiale organico compatibile con le predazioni, diverso dalle abitudini alimentari nei resti di civette e assioli, che sono insetti, passeriformi e arvicole.
Sono stati tre su 10 i nidi frequentati dal barbagianni, e in uno di questi il sopralluogo di fine anno ha verificato la presenza di una coppia. La previsione è che la stagione riproduttiva imminente possa vedere il ritorno di nuovi esemplari. Ma i nidi hanno ospitato anche otto civette e due assioli.
A coadiuvare le attività c’è anche il centro di recupero di fauna selvatica “Il Pettirosso” di Modena, che cura barbagianni feriti e li rilascia nelle aree di provenienza dopo la riabilitazione.

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