giovedì 22 Febbraio 2024

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Rovereto avrà il monumento al Disertore La statua di legno sorgerà nella centrale piazza Loreto. È una mania….


Le forze armate, in tutta Italia, hanno una propria ricorrenza. Si celebra il 4 novembre e quest´anno, per l´occasione, a Rovereto si ricorderanno anche le vittime di tutte le guerre. Già, le guerre! Tutte, ma proprio tutte, le guerre nei secoli hanno mietuto miliardi di vittime. Non esistono conflitti bellici intelligenti ma sempre e comunque cruenti e luttuosi, soprattutto verso i civili inermi. Orbene, da anni il movimento pacifista ha alzato la voce in tutto il mondo.A Rovereto, città della pace, i nonviolenti hanno deciso di omaggiare i cittadini con una provocazione che sicuramente farà discutere a lungo. Il gruppo che fa riferimento alla Cà Rossa, infatti, installerà nella centralissima piazza Loreto nientepopodimenoche un monumento al disertore. Eh già, proprio a chi rifiuta le armi, chi è morto per non uccidere, chi ha abbandonato il proprio esercito per non combattere. Al di là del simbolo, la posa di una statua del genere vuole ovviamente essere provocatoria. E non mancheranno, non a caso, le rimostranze di chi vi leggerà un´offesa ai soldati e pure alle istituzioni. Il monumento, tanto per anticipare l´evento, è stato realizzato in legno, è alto un metro e mezzo e rappresentata, appunto, un disertore: un soldato pentito con la divisa a brandelli, l´elmo e, forse, un fucile spezzato nelle mani, il simbolo del movimento nonviolento.L´inaugurazione sarà animata dai pacifisti e da alcuni poeti tra cui Alberto Sighele e Renzo Vigagni. La vicinanza con la ricorrenza delle forze armate sarà un altro elemento di polemica. D´altro canto, per attirare l´attenzione sulla pace pare che servano iniziative forti. I pacifisti roveretani, tra l´altro, con la manifestazione di sabato intendo promuovere una campagna che ha respiro nazionale: l´obiezione alle spese militari. La finalità, dunque, è duplice. «Eh sì – dice Andrea Trentini, a nome del Gan, il gruppo di azione nonviolenta – perché, in primo luogo, la festa delle forze armate del 4 novembre fu una ricorrenza istituita dal fascismo per trasformare le vittime della prima guerra mondiale in eroi coraggiosi che si immolavano per la Patria. Una guerra che costò all´Italia 650 mila morti e un milione di mutilati e feriti, molti di più di quanti erano gli abitanti di Trento e Trieste, i

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