lunedì 15 Aprile 2024

Fuga di cervelli o futuro europeo?

L'attrattiva del Cern

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Ginevra

Mentre tanti suoi coetanei italiani stanno per dare la laurea, o devono ancora affacciarsi al mercato del lavoro, Valentina Berlin, 25 anni, di Mestre, lavora al Cern di Ginevra, in un gruppo di giovani scienziati che bombarda gli atomi con fasci di protoni, per sviluppare nuovi nanomateriali.
“Piuttosto che essere pagata 1200 euro per un dottorato in una città costosa come Milano – racconta la ragazza al Corriere del Veneto – qui mi posso permettere di vivere bene con uno stipendio proporzionato all’alto costo della vita.

Ho colleghi che in Germania possono tornare a casa e mantenere lo stesso rapporto”.
Berlin, volata da Mestre al Cern di Ginevra passando per il Politecnico di Milano e alcune esperienze in Europa, un buon inglese e la voglia di puntare in alto, ha ottenuto da neo laureata un periodo di due anni in uno dei maggiori centri ricerca mondiali. “Qui – spiega – ci sono moltissime opportunità per neolaureati ma anche per chi ha concluso la maturità. La grande ricerca si fida dei giovani”. Il gruppo, tutto di giovanissimi, nel quale lavoro, mira a sviluppare nuove tecniche di produzione di nanomateriali in grado di far funzionare i computer quantistici.

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