sabato 15 Giugno 2024

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Il controllo cinese in centotre paesi

Ministeri degli Esteri, ambasciate, organizzazioni internazionali, media e ong ma anche uffici privati tra cui quelli del Dalai Lama sarebbero vittime di uno spionaggio informatico su vasta scala messo a punto da hacker cinesi. Lo rivelano ricercatori canadesi del Munk Centre for International Studies dell’University di Toronto che però non possono dire con certezza se e quanto sia coinvolto in tutto ciò il governo di Pechino.

Secondo la ricerca, negli ultimi due anni 1.295 computer in 103 paesi diversi sarebbero finiti nella rete degli spioni informatici cinesi, i cui piani rimangono ancora sconosciuti. E’ stato proprio l’ufficio del Dalai Lama, il leader spirituale tibetano che vive in esilio in India, a chiedere il supporto dei tecnici canadesi dopo che i propri computer avevano dato segni sospetti di

malfunzionamento. Gli esperti hanno stabilito che il sistema, da loro battezzato GhostNet, oltre al Dalai Lama aveva come obiettivo lo spionaggio di molti governi, per lo più asiatici.

Tra Cina e Usa tutto il mondo è monitorato. Democraticamente però

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