lunedì 15 Aprile 2024

Gli amici degli animali

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D’accordo, gli zoo sono nemici del futurismo, ma da qui a uccidere quaranta volatili…

Aggressione animalista nel parco naturale di Cumiana, nel Torinese, uno zoo di nuova concezione in cui gli animali vivono liberi in habitat naturali ricostruiti ad hoc. L’azione è stata rivendicata dell’Animal Liberation Front: venti molotov hanno causato un vasto incendio che ha distrutto le voliere e ucciso 40 uccelli. i carabinieri hanno trovato una scritta: “Questo è per gli animali imprigionati”. Le fiamme hanno ucciso poiane, falchi e gufi. Liberi di giorno, la notte questi rapaci vengono ricoverati in apposite voliere. Le cariche incendiarie – bottiglie da 1 litro e mezzo di benzina innescate da zampironi collegati a fiammiferi e tavolette di diavolina – hanno dato fuoco anche a un capannone e all’ingresso degli uffici del parco. Un principio di incendio si è sviluppato anche nella casetta di uno dei guardiani. CONTRO LO SFRUTTAMENTO – Inaugurato da un paio d’anni vicino ai laghi di Cumiana, lo Zoom Torino – questo il nome del parco – è il primo zoo immersivo d’Italia. Copre una superficie di circa 180mila metri quadrati e ospitava solo i volatili uccisi e alcune tigri. L’Animal Liberation Front (Alf), organizzazione animalista che con una scritta ha rivendicato l’aggressione, opera in tutto il mondo contro lo sfruttamento e l’abuso degli animali, come si legge sul sito. Nata in Inghilterra negli anni ’70, è celebre per le sue azioni. In Italia nel 2002 ha organizzato il furto di un centinaio di cani beagle dall’allevamento Morini di San Polo d’Enza, in provincia di Reggio Emilia.

DOVEVA INAUGURARE AD APRILE – “E’ stato un attacco criminoso – dice il proprietario dello Zoom Torino Gianluigi Casetta – compiuto da persone poco informate su quello che stiamo facendo”. Il progetto di Cumiana, che prevede l’investimento di circa 20 milioni di euro, consiste infatti nel dare vita “al primo zoo moderno d’Italia – spiega Casetta – con tanto di centro conservazione specie e laboratori per la formazione di biologi e veterinari”. La struttura, che doveva aprire al pubblico ad aprile, impiega 20 biologi e veterinari, oltre a una sessantina di lavoratori stagionali. I danni, secondo una prima stima della proprietà, ammontano a 7-800 mila euro. ENPA: VIOLENZA INAUDITA – “Un gesto di inaudita violenza – denuncia l’Ente protezione animali (Enpa) -. Quanti si nascondono dietro la sigla Alf non fanno altro che rafforzare chi lucra sulla prigionia degli animali. Nessuno ha il diritto di atteggiarsi a Robin Hood degli animali e compiere atti che confinano le istanze animaliste nell’ambito dell’illegalità. Chiunque sceglie questa strada deve assumersi la responsabilità ed essere consapevole di costringere le battaglie animaliste in un vicolo cieco”. Non mancano però le critiche nei confronti dello zoo parco: “Sono specializzati nella ricostruzione scenografica di singole porzioni dell’habitat naturale – sostiene l’Enpa -, una rappresentazione fittizia concepita per renderli gradevoli ai visitatori paganti e non certo per tutelare il benessere degli animali”.

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