lunedì 4 Marzo 2024

Il Cameriere a difesa del partitismo

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Contro il neocesarismo berlusconiano, Fini è il garante del minimandarismo.

Il presidente del consiglio Silvio Berlusconi propone di cambiare i regolamenti parlamentari: il voto del capogruppo deve valere per tutti i suoi deputati. Chi non è d’accordo potrà votare contro o astenersi. Ma subito arriva lo stop del presidente della Camera: “una proposta che cadrà nel vuoto”. Il premier nel suo intervento all’assemblea dei deputati del Pdl spiega: “Io capisco i nostri deputati che sono persone del fare e non funzionari di partito (divertente…), che si sentono deprimere in Parlamento con votazioni continuative. I regolamenti sono appropriati. Il capogruppo deve rappresentare in aula o in commissione tutti i deputati. Chi non è d’accordo, potrà votare contro o astenersi”. Il presidente del Consiglio intende inoltre presentare una proposta di legge di iniziativa popolare per dimezzare il numero dei parlamentari. In merito alla crisi economica, il premier afferma che “il nostro sistema di Cassa integrazione è a moduli”; “potremo intervenire – sottolinea – in tutte le direzioni. Se la crisi si aggraverà, potremo sostenere tutti i cittadini”. Berlusconi ribadisce che la proposta del Pd di un assegno per chi perde il lavoro sarebbe “un incentivo a licenziare: così i lavoratori percepirebbero l’assegno e poi continuerebbero a lavorare a nero per la loro azienda”. Riguardo al decreto con gli incentivi per l’acquisto di automobili, per Berlusconi sta dando buoni risultati. “Si stanno svuotando i magazzini – dice Berlusconi – e stanno ripartendo gli ordini”.

Una volta di più se Berlusconi persegue una forma sia pur caricaturale di neocesarismo Fini, piccolo e illetterato Cicerone del momento, si schiera a difesa del minimandarinismo di partito e della mediocritas plumbea.

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