lunedì 15 Aprile 2024

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Una donna romena di 34 anni è stata sequestrata e violentata per giorni a Cosenza da un connazionale e da un immigrato marocchino, che sono stati arrestati dai carabinieri. Ad abusare della donna è stato dapprima il marocchino, Said Echi Chercki, di 36 anni, che, dopo averla sequestrata mentre aspettava l’autobus, ha portato la romena, sotto la minaccia di un coltello,in un capannone, dove l’ha tenuta segregata per circa dieci giorni. Il marocchino ha condotto poi la donna alla stazione degli autobus. Qui la donna è stata avvicinata da un connazionale che con la scusa di aiutare la connazionale, il romeno Marin Tanase, di 34 anni, ha minacciato il marocchino. Il romeno poi, a sua volta, ha portato la donna in un altro capannone dove per altri cinque giorni l’ha sottoposta a violenze ed abusi sessuali. La donna, approfittando di un momento in cui Tanase si era allontanato, è riuscita a liberarsi ed ha denunciato le violenze subite ai carabinieri, che hanno identificato ed arrestato, grazie alla collaborazione della donna, i due presunti responsabili delle violenze, che sono stati condotti in carcere. Ha chiesto aiuto ai passanti, in entrambe le occasioni in cui è stata sequestrata, ma nessuno ha voluto aiutarla. E’ quanto hanno riferito i carabinieri a proposito del doppio rapimento subito dalla romena di 34 anni violentata a Cosenza. I due sequestri della donna, secondo quanto hanno riferito i carabinieri, sono avvenuti alla stessa stazione degli autobus, davanti a decine di persone. La donna, in entrambe le occasioni, quando è stata prelevata con la forza e trascinata via, ha gridato, chiedendo aiuto ai passanti, che sono rimasti indifferenti. La romena lavora come badante per una famiglia di San Benedetto Ullano (Cosenza), alle porte della città. Il marocchino ed il romeno accusati di averla violentata sono entrambi disoccupati ed hanno precedenti penali non specifici. I carabinieri sono giunti ai due arresti grazie alle indicazioni molto particolareggiate fornite dalla badante romena. La donna è stata portata in ospedale, ma dopo le cure prestatele è stata dimessa ed affidata ad un istituto di accoglienza.


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