domenica 21 Aprile 2024

Jean Thiriart: l’Europa come rivoluzione

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Il profeta dell’Europa unita da Dublino a Vladivostok: autocratica, armata, anti-imperialista, comunitaria.
Il destino rivoluzionario di una Grande Nazione: Eurasia.

Le tesi di Jean Thiriart vengono oggi riscoperte, il concetto di Eurasia, che può apparire ai più come una novità assoluta, in realtà era già presente negli scritti di Jean Thiriart posteriori al crollo del Muro di Berlino, o ad esso appena precedenti, ma noi osiamo credere che fosse già una possibilità tenuta in considerazione anche negli anni della militanza politica di Jeune Europe 1. Unici ostacoli al tempo erano l’imperialismo sovietico ed il dogmatismo leninista-marxista, superati trent’anni dopo.
Il concetto di Europa in Thiriart assume sin dall’inizio un’accezione rivoluzionaria.
Era una presa di coscienza a cui tutti i veri rivoluzionari europei venivano chiamati: unico nemico oggettivo e globale venivano considerati gli Stati Uniti d’America.


Eurasia vs U$A


Nell’articolo L’Europa come Stato e l’Europa come Nazione si faranno contro gli USA viene affrontato il tema per niente secondario, e pertinente con quanto si dirà in seguito, dell’indipendenza dell’Europa -e quindi dell’Eurasia di cui oggi dibattiamo- dal controllo statunitense sul suolo continentale.
Leggiamo dal testo: “L’Europa ufficiale non perviene a costituirsi poiché essa è impastoiata nella contraddizione esplicita di fare una nazione che già in partenza si riconosce essere alla dipendenza di un’altra.”
Tema quanto mai attuale, così come attuale risulta la configurazione politica dell’Impero europeo.
Chi oggi dubita dell’asservimento delle cricche di Bruxelles agli interessi d’Oltreoceano e a quelli del portafoglio? Siamo nel 2004 e le cose non sono certo migliorate, pure con la formazione, a parole, della Comunità Europea. Oggi più che mai è necessario riscoprire, rivedere ed attualizzare l’opera di Jean Thiriart.
Da quanto detto sopra la conclusione che sia un dovere dell’Europa farsi contro gli USA. Poiché chi ritiene che il modello americano debba essere importato sul nostro continente agisce contro i nostri interessi e a favore di chi dal ’45 non si trova sul nostro suolo per il nostro bene, ma per conseguire i propri scopi politici, economici e soprattutto geopolitici a lungo termine.
E da qui la sentenza lapidaria: “Chi collabora con gli Americani è un traditore dell’Europa.”
Eppure Thiriart aveva ben presenti i pericoli insiti in una opposizione radicale nei confronti degli USA, ebbe a dire:”una nazione si forgia nella lotta e si tempra col sangue. I rischi sono grossi ma bisogna correrli.”2
Prendendo ispirazione dal Risorgimento italiano, ed in particolare dalle cosiddette “Soluzioni garibaldine”, Thiriart propone quindi un’azione di liberazione armata dall’occupante statunitense.
“Un rivoluzionario europeo deve quindi fin d’ora contemplare come un’ipotesi di lavoro un’eventuale lotta armata insurrezionale contro l’occupante americano.”3
D’altra parte non rappresenta una novità, per chi abbia una qualche conoscenza della vicenda thiriartiana, il progetto di formare delle Brigate Europee, che per svariate contingenze non videro mai la luce.
Già nel 1967 scrisse: “Nel quadro di un’azione planetaria contro le usurpazioni dell’imperialismo degli Stati Uniti, cioè nel quadro di un

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XXI aprile 753 a.C.

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