lunedì 4 Marzo 2024

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Fiumi di cocaina in Italia. E’ aumentato in maniera esponenziale il numero di persone che l’hanno provata almeno una volta, mentre resta costante quello di coloro che la usano abitudinariamente, una o più volte al mese. Nel complesso, i consumatori di polvere bianca nella Penisola sono 1 milione e 300 mila, in forte crescita, soprattutto tra i giovani. E’ il quadro, allarmante, tracciato oggi a Roma, nel corso del Convegno nazionale cocaina, da Sabrina Molinaro, ricercatrice dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Ifc-Cnr) e responsabile delle indagini epidemiologiche Ipsad (Italian Population Survey on Alcool and Drugs) ed Espad (European school project on alcohol and other drugs), effettuate dall’Istituto nell’arco di sette anni.
“Se nel 2001 gli italiani che avevano fatto uso di cocaina almeno una volta nel corso dell’anno erano poco più di 400.000, l’1% della popolazione fra i 15 ed i 64 anni – spiega l’esperta – si stima che nel 2008 si sia passati al 2,2%, ben un milione di persone circa”. La sniffata occasionale, in pratica, ‘contagia’ sempre più persone. “? stabile invece, in tutte le indagini effettuate dal 2001 ad oggi, la percentuale dei consumatori sistematici, pari allo 0,7%, circa 300.000 persone”, prosegue. In testa alla classifica dei consumi “i giovani tra i 15-35 anni, che hanno visto aumentare i consumi dall’1,7% del 2001 al 3,3% del 2008, con l’incremento maggiore fra i 35-44enni. Tra questi, gli italiani che hanno sperimentato la cocaina sono decuplicati: dallo 0,1% nel 2001 all’1% del 2008”.
Le regioni che ‘consumano’ più polvere bianca sono “Lombardia (3,4% dei residenti fra i 15 ed i 64 anni) – prosegue la ricercatrice Ifc-Cnr – Lazio (3,2%), Piemonte (3%), Liguria (2,6%)”. Quanto all’identikit del consumatore, “sono in maggioranza i maschi, circa il doppio rispetto alle donne, che sia utilizzo frequente oppure occasionale. Nel 2008 il primato va ai disoccupati: il 5% dei partecipanti allo studio senza lavoro riferisce di aver fatto uso di cocaina nel 2008. Seguono artigiani (3,9%), commercianti (3,2%) e operai (3%), imprenditori e dirigenti (2,8%), studenti (2,6%), impiegati (1,5%) e, pur se sotto l’1%, casalinghe e pensionati. La classifica è quindi del tutto invertita rispetto al 2001 e al 2003 – sottolinea – quando erano manager e titolari di azienda quelli con prevalenze maggiori”.
La via d’assunzione più diffusa è l’inalazione ma, afferma Molinaro, “circa i due terzi di coloro che sniffano cocaina la fumano anche nelle sigarette. Esiste poi una minoranza (1,2%) che assume la sostanza per via endovenosa, inalata e fumata”. Per la polvere bianca non si bada a spese: il 40% dei consumatori che hanno partecipato all’indagine nel 2008 ha sborsato più di 100 euro nell’ultimo mese. Spesso non è nemmeno l’unica droga assunta. La maggior parte dei consumatori fa uso anche di altre sostanze: il 74% fuma sigarette quotidianamente, l’85% cannabis saltuariamente. “Un dato costante dal 2001 – commenta la ricercatrice del Cnr – mentre è aumentato dal 10% al 15% tra il 2003 e oggi l’uso di eroina”. Frequente anche la combinazione con l’alcol: tra i forti bevitori il consumo di cocaina è 15 volte più diffuso che nella popolazione generale.

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