mercoledì 21 Febbraio 2024

La Cina è davvero vicina

Più letti

Global clowns

Note dalla Provenza

Colored

I cinesi avvelenati dai farmaci. Ogni anno oltre centonovantamila vittime. Cavie delle aziende farmaceutiche o candidati alla nevrosi occidentale ?

Ogni anno in Cina 190 mila persone muoiono e 2,5 milioni ricorrono alle cure ospedaliere per uso improprio dei farmaci, causato dall’assunzione di medicine scadute o di mix che i malati ingeriscono senza consultare il medico. Lo afferma l’agenzia di stampa China Youth Daily, denunciando l’assenza nel Paese di una regolamentazione nel settore farmacologico e la bassa qualità dei medicinali. “L’unico controllo che viene effettuato nelle farmacie – afferma Zhang Heyong, presidente dell’Associazione farmaci non prescritti cinese – riguarda la licenza per la vendita di medicine”. Un altro fenomeno diffuso è la vendita di farmaci senza la necessaria prescrizione medica, oltre alla produzione di medicine pirata o contraffatte che, secondo il presidente della Commissione di supervisione sui farmaci, Zheng Xiaoyu, è in continuo aumento. “Con le moderne tecnologie nel campo farmaceutico è difficile distinguere fra medicine legali e illegali”, ha dichiarato Xiaoyu, sottolineando che il mercato illegale “alimenta un giro enorme di affari ed è caratterizzato da bassi prezzi e altissimi guadagni”. L’epidemia di Sars, scoppiata nel 2002 e tenuta segreta a lungo dalle autorità, ha reso manifesto il fragile sistema sanitario cinese, quasi inesistente nelle campagne e molto costoso nelle città. I malati di Aids, soprattutto prostitute e drogati, subiscono spesso soprusi come detenzione arbitraria e condanne ai lavori forzati. Pesanti discriminazioni anche negli ospedali, che rifiutano di ospitare le persone infette. Da non sottovalutare anche la polemica sulle statistiche: nel 2001 il ministero cinese della Sanità aveva denunciato circa 800 mila persone con l’Aids, mentre sei mesi dopo le Nazioni Unite hanno dichiarato che la Cina aveva 1,5 milioni di malati.

Ultime

I giovanissimi sono ottimisti

Il lavoro che cambia

Potrebbe interessarti anche