venerdì 23 Febbraio 2024

La globalizzazione degli ostaggi

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Un altro “volontario” italiano si è fatto rapire, stavolta nelle Filippine. L’allargamento di questa pratica, oltre ai risvolti criminosi, comporta un état d’esprit che coinvolge gli organismi transnazionali nella ristrutturazione planetaria americana.

Un cooperante italiano della Organizzazione non governativa italiana, Movimondo, e’ stato rapito nelle Filippine. A dare la notizia e’ stata la stessa Movimondo. Il cooperante si chiama Andrea Cianferoni ed e’ un agronomo toscano. L’ambasciata italiana a Manila ha riscontrato la fondatezza della segnalazione, ha riferito la Farnesina. Il ministero degli Esteri ha subito attivato l’Unita’ di Crisi e tramite l’ambasciata ha fatto tutti i passi necessari con le autorita’ locali per la soluzione della vicenda.
Andrea Cianferoni e’ stato rapito in localita’ di Lananorte, nell’ isola meridionale di Mindanao, epicentro di una lunga e sanguinosa rivolta separatista musulmana. Il cooperante – un agronomo originario di Firenze e da due anni nelle Filippine dove sta lavorando ad un progetto di Movimondo – si era recato in quella zona a portare degli aiuti insieme a due impiegati filippini della Ong. Sono stati proprio questi ultimi a raccontare ai responsabili di Movimondo di essere stati bloccati durante il loro viaggio dai sequestratori che hanno preso in ostaggio l’italiano dopo averli lasciati liberi. L’ ipotesi piu’ accreditata tra gli inquirenti locali e’ che Cianferoni sia stato oggetto di un sequestro a scopi estorsivi.
CHIESTO RISCATTO
I sequestratori del cooperante italiano rapito nelle Filippine hanno chiesto un riscatto. Lo si apprende da Movimondo, l’organizzazione nella cui lavora Andrea Cianferoni, che definisce ”irrisoria” la cifra richiesta dai rapitori.

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