sabato 15 Giugno 2024

La sentilla della libertà

Più letti

Global clowns

Note dalla Provenza

Colored

Israele: la democrazia. Israele: la tolleranza. Israele: il progresso. Israele: l’occidente. Una prigione nel deserto.


Si chiama installazione 1391. Si trova da qualche parte in Israele, ma ufficialmente non esiste. È stata cancellata dalle mappe e non appare in alcuna foto aerea. Anche le strade che la raggiungono sono state deviate. Ma che installazione 1391 sia reale lo sanno bene i palestinesi e i libanesi che vi sono stati rinchiusi e torturati.
“Quando arrivai in quel posto mi diedero un’uniforme blu e un cappuccio nero. Mi dissero: quando qualcuno viene nella tua cella devi metterlo sulla testa. Ogni volta che ti portano il cibo devi metterlo sulla testa. Non devi vedere le facce dei soldati. Non vorrai sapere che cosa ti succederà se te lo togli”.
Samar Said faceva l’autista di scuolabus per i bambini palestinesi. Quando venne arrestato, era scalzo e in pigiama. Lo portarono in un luogo che lui non riuscì mai a vedere, né a sapere dove fosse.
“A volte pensavo che sarei morto in quel posto e nessuno lo avrebbe mai saputo”.
Un lungo reportage di Chris McGreal pubblicato sul giornale britannico The Guardian rivela l’esistenza di questa prigione segreta, dove si viene portati senza sapere perché, senza che nessun giudice possa intervenire, dalla quale non si sa se e quando si uscirà.
Secondo l’articolo del Guardian i prigionieri sono tenuti in una condizione di privazione sensoriale quasi assoluta. Secondo la descrizione fatta da Raab Bader, un ragioniere di 38 anni, che fu probabilmente nella stessa prigione di Samar Said. Le celle sono senza finestre, non più grandi di due metri per lato, la luce è appena sufficiente per vedersi le mani. L’acqua entra da un buco sulla parete. Racconta Raab Bader: “Le celle sono completamente dipinte di nero. Non è possibile vedere il soffitto. Quando guardavo in alto vedevo solo oscurità. Una luce non più forte di quella di una candela penetra in un modo particolare da un lato della stanza”.
Nella cella c’è solo un sottile materasso e un vaso per i bisogni corporali vuotato solo ogni tanti giorni. “Dopo nove giorni consecutivi nella cella puzzolente entrò un soldato per portarmi fuori” racconta Raab Bader “Quasi vomitò e uscì di corsa”.
La prigione si trova in un vecchio forte costruito dagli inglesi negli anni Trenta. Si trova all’interno di una base dell’intelligence dell’Esercito, nel nord di Israele dove ha sede un’unità speciale denominata Unità 504. Tra le imprese di questo reparto segreto, il rapimento negli anni ’80 di numerosi libanesi, tenuti come ostaggi per ottenere la liberazione di soldati israeliani presi prigionieri dagli Hezbollah. Tra le persone portate nell’Installazione 1391 lo sceicco Abd al-Karim Obeid e la sua famiglia oltre a Hashem Fahaf, un giovane che era semplicemente andato a salutare lo sceicco. Hashem rimase per undici anni nelle mani degli israeliani senza che nessuna accusa fosse formulata contro di lui.
Giudici, avvocati, parlamentari: nessuno ha acc

Ultime

Almas ardiendo

Quando nascono gli eroi

Potrebbe interessarti anche