martedì 16 Aprile 2024

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Il processo farsa a Saddam Hussein e agli uomini che hanno governato l’Iraq con una moderazione in fondo sconosciuta nell’area e oggi rimpianta, per esigenze di cassetta assumerà tonalità aspre. Introdotta la pena di morte per dare pepe all’evento televisivo dell’anno.

Baghdad, 30 giu. – Il governo ad interim iracheno ha gia’ deciso il ripristino della pena di morte, sospesa dall’ex amministratore civile, il ‘proconsole’ statunitense Paul Bremer, dopo la caduta del regime di Saddam Hussein. Lo ha reso noto il nuovo presidente iracheno, Sheikh Ghazi al-Yawar. In un’intervista a un giornale arabo al-Yawar ha raccontato che, nel corso di una riunione tenutasi lunedi’, subito dopo il passaggio di poteri, il governo adotto’ una serie di decisioni tra le quali, oltre alla reintroduzione della pena di morte, anche l’applicazione di un’amnistia generale nei confronti dei detenuti non coinvolti in assassinii o atti di terrorismo. Secondo il presidente iracheno, l’annuncio del ripristino delle sentenze capitali sara’ fatto “a breve”. Oggi la custodia legale di Saddam Hussein e’ stata formalmente trasferita dagli americani alle autorita’ irachene. Secondo fonti militari statunitensi, si tratta del primo passo verso l’apertura del procedimento penale nei suoi confronti per crimini contro l’umanita’. La custodia fisica dell’ex dittatore resta comunque affidata alle forze americane. La Chiesa Cattolica, infine, dara’ pieno “sostegno” e “incoraggiamento” alla costruzione del nuovo Iraq. Lo assicura il Papa in un messaggio indirizzato allo sceicco Ghazi al-Yawar. “Profondamente preoccupato per le sofferenze del popolo”, Giovanni Paolo II, si legge nel testo, prega affinche’ “il nuovo capitolo della vita nazionale” porti all’Iraq “pace, liberta’ e prosperita’”.

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