domenica 16 Giugno 2024

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Colin Powell si dimette: al suo posto, come Segretario di Stato la donna/falco delle multinazionali petrolifere. Cosa cambierà, in peggio, ovviamente ? Lo scopriremo solo vivendo…

WASHINGTON – La colomba (ah ah ah !!!) si sottrae alle grinfie dei falchi. E non e’ ancora volata via che un falco ne prende il posto. Il segretario di Stato Colin Powell ha presentato le dimissioni al presidente George W. Bush, che le ha accettate e ha gia’ deciso di designare al suo posto Condoleeza Rice, consigliere per la sicurezza nazionale.
Powell restera’ in carica fino a che il suo successore non sara’ stato designato da Bush e confermato dal Senato: questione di settimane. Al piu’ tardi, tutto sara’ fatto per l’insediamento del Bush 2, il 20 gennaio.
Alla guida del Dipartimento di Stato andra’, dunque, la Rice, nera come Powell, donna come Madeleine Albright, vicinissima a Bush. La designazione lascia intravedere una linea di politica estera piu’ aggressiva, ancora meno disposta al compromesso: salvo poi essere smentiti dai fatti.
Insieme a quelle di Powell, la Casa Bianca ha ieri accolto le dimissioni di altri tre ministri: quelli dell’istruzione Rod Paige, dell’energia Spencer Abraham, dell’agricoltura Ann Veneman. Nessuno dei tre lascia un segno indelebile, anche se nessuno dei tre aveva demeritato. Con i ministri della giustizia John Ashford, gia’ sostituito da Alberto Gonzales, e del commercio Don Evans, sono sei i capi di dicastero del Bush 1 fattisi da parte, a due settimane appena dalle elezioni del 2 novembre.
E altri stanno per consegnare la lettera di commiato: quelli della sanita’ Tommy Thompson, del commercio internazionale Robert Zoellick, della sicurezza interna Tom Ridge lo hanno pubblicamente anticipato. Il rimpasto, ”inevitabile”, come lo aveva definito il presidente Bush, sta assumendo proporzioni piu’ ampie del previsto.
CAMBIAMENTO DI REGIME AL DIPARTIMENTO
– La decisione di Powell di andarsene non e’ una sorpresa, perche’ il segretario di Stato, un moderato, era spesso apparso fuori linea con i ‘falchi’ dell’Amministrazione, durante il primo mandato del presidente Bush.
Powell aveva sempre avallato le scelte dell’Amministrazione, anche quando poteva non condividerle, fino a impegnare – accadde il 5 febbraio 2003 – la propria credibilita’ alle Nazioni Unite, per convincere il Consiglio di Sicurezza dell’Onu che l’Iraq aveva armi di distruzione di massa.
Non era vero, s’e’ poi scoperto: l’intelligence statunitense si sbagliava. Ma Powell non ha mai manifestato rammarico: forse anche per questo, dicono fonti dentro il Dipartimento di Stato, lascia avendo consumato un po’ dell’enorme capitale di credibilita’ personale con cui era arrivato.
Fra i risultati conseguiti, Powell ricorda, inoltre, ”l’avere portato all’attenzione del mondo il problema della proliferazione, l’avere riaffermato le alleanze degli Stati Uniti, l’avere aggiustato l’atteggiamento americano verso il mondo del dopo Guerra Fredda e l’avere preso grosse iniz

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