martedì 16 Aprile 2024

L’avanguardia di liberazione rivoluzionaria

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Appunti in vista della formazione di un’avanguardia rivoluzionaria europea in grado di individuare il nemico e di impedire che il suo agire abbia successo. Contro il Pensiero Unico mondialista che persegue coscientemente lo sradicamento dei popoli a forza di subcultura consumistica e migrazioni forzate. Per l’unione sovracontinentale di tutti i Popoli liberi.

«È passato il tempo della piccola politica:
già il prossimo secolo porterà con se la lotta
per il dominio della terra – la costrizione
alla grande politica»
Nietzsche

«La lotta quadricontinentale di liberazione,
comprenderà l’Europa, l’Asia, l’Africa
e l’America Latina»
Carlo Terracciano

«Se si vuol parlare d’Europa, progettare una Europa, bisogna pensare all’Europa come a qualcosa che ancora non è mai stato, qualcosa il cui senso e la cui identità restano da inventare. L’Europa non è stata e non può essere una “patria”, una “terra dei padri”; essa soltanto può essere progettata, per dirla con Nietzsche, come “terra dei figli”»
Giorgio Locchi




Eurasia: un nome che in breve periodo è divenuto il simbolo di una visione del mondo rivoluzionaria, di posizioni estranee alle gabbie ideologiche imposte dal sistema parlamentare, una speranza per il futuro.
La politica e la geopolitica però ci obbligano a guardare con mente lucida e con realismo ai fatti, e forse saremo costretti a ridimensionare le nostre speranze riguardanti l’Eurasia, ma non necessariamente a diminuire il nostro entusiasmo per essa.
Il concetto Eurasia fonda la sua esistenza sulla potenza russa, sulla possibilità cioè che la Russia, risorgendo dalla crisi economica e organizzativa seguita al crollo dell’ URSS e dei governi filo atlantici del dopo-muro, possa divenire l’esempio ed il motore di una resurrezione spirituale, culturale, sociale e territoriale per l’Europa ed i popoli d’Eurasia, includendo ovviamente la possibilità di svincolarsi dai contratti internazionali per le materie prime e le risorse energetiche.
Come scrivemmo in altra sede, non si può pensare di essere realmente indipendenti affidando il proprio destino di popolo nelle mani di una potenza straniera, seppur alleata. L’affrancamento dal sistema liberal-capitalista, dai tentacoli della piovra mondialista e la sconfitta di un pensiero debole utile a dominare le masse nell’ingiustizia ed impunità dei potenti sono i passi fondamentali per l’ottenimento di quella liberazione culturale e spirituale indispensabile affinché i popoli d’Europa giungano ad uno stadio sufficiente di libertà da cui si possa poi partire per ricostruire sulle macerie.
Tuttavia, sarebbe pura utopia sperare di raggiungere una liberazione pressoché totale dei popoli europei e solo in seguito cominciare l’opera di ricostruzione. Ciò che più importa è quindi la formazione di un’avanguardia rivoluzionaria europea che sia in grado di individuare il nemico dove esso si nasconda e sia in grado di impedire che il suo agire abbia successo.
Si pone poi un problema strettamente legato al riconoscimento dell’antagonista dei popoli e delle culture; prendere coscienza del fatto che la lotta anti-mondialista al capitalismo non può che essere a dimensione continentale ed il suo successo sarà necessariamente legato ad una dimensione mondiale, sovracontinentale, di azione.
In sostanza due punti strettamente legati tra loro quindi:
1 – Individuare il nemico comune e le minacce messe in atto negli anni (riassumibili nel termine Mondialismo)
2- Unire armonicamente le differenze nella comune battaglia contro la minaccia di distruzione di popoli e patrie (Tre Unioni).

Conosci il tuo nemico
Citiamo dal fondamentale saggio del Terracciano: «La momentanea scompar

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