martedì 16 Aprile 2024

L’ha messo in banca

Dopo il danno e la beffa, sventata la truffa dei potenti

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Ma il tribunale ha sciolto il nodo

Gli hacker le hanno svuotato il conto online riuscendo a violare la app ed eseguendo bonifici su conti spagnoli per oltre 60mila euro. Ora la banca, che si era rifiutata di rimborsare la cliente, dovrà risarcire la donna. Lo ha deciso il tribunale di Palermo a cui la signora si era rivolta dopo il rifiuto dell’istituto di credito che tra le altre cose non aveva bloccato il conto quando gli hacker avevano superato il tetto di operazioni per 60mila euro, senza neppure avvertire la vittima del cyberattacco.

La tesi della difesa della cliente
L’impianto accusatorio degli avvocati della donna si è basato sul fatto che la banca non ha garantito tutte le misure necessarie per tutelare la sua cliente. In particolare, l’istituto di credito era tenuto ad assicurare che le credenziali di sicurezza non fossero accessibili a soggetti estranei; e ancora, che, qualora il cliente neghi di aver autorizzato un’operazione, è obbligo della banca provare che l’operazione di pagamento sia stata autenticata correttamente.

La tesi della banca La banca
a sua difesa, ha chiamato in giudizio una compagnia telefonica, della quale la vittima era cliente. Era infatti emerso durante la causa che la società di telecomunicazioni aveva rilasciato a un soggetto terzo, che si era “spacciato” per l’intestatario una Sim clone con il medesimo numero di telefono. Essendo entrati in possesso della scheda, era stato possibile scaricare l’app della banca e trovare una finestra aperta sui conti della vittima.

La sentenza e il rimborso dovuto alla donna
Tesi che non ha convinto il tribunale che ha disposto a carico dell’istituto di credito il rimborso totale oltre al pagamento degli interessi e delle spese legali, per un totale di oltre 100mila euro.

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