sabato 22 Giugno 2024

L’Iraq ora è davvero libero: lo governa Iyad Allaoui, protetto della Cia

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Il nuovo primo ministro ad interim dell’Iraq ha una reputazione dubbia alle spalle ed un ingombrante passato al servizio dello spionaggio britannico ed americano. Identikit di un uomo segreto

Trentadue anni all’estero, una reputazione dubbia di affarista, l’appartenenza ad un partito politico che non ha mai avuto consensi ed un passato al servizio dell’ MI6 e della Cia.


All’MI6 Iyad Allaoui ha fornito, tra l’altro, quell decisivo falso rapporto sulle inesistenti armi di distruzione di massa irachene “operative in quarantacinque minuti” che per un pelo non è costato il posto e la carriera a Tony Blair.


La Cia stima di dovere ad Allaoui “il suo fiasco più clamoroso dopo quello della Baia dei Porci



Allaoui è nato in una famiglia potente. Il padre era stato medico e deputato ai tempi della monarchia e lo zio ne fu ministro della sanità. Il nonno, diplomatico, partecipò alle contrattazioni che avrebbero ridisegnato la zona mesopotamica dopo la seconda guerra mondiale. Allaoui, seguendo le tradizioni familiari, si diede subito agli studi medici e alla politica.


Nel 1971 la rottura con Saddam, considerato da Allaoui troppo anticomunista. E, qualche tempo dopo, il trasferimento a Londra Il che non gli impedirà di continuare a lavorare per il partito Baas e di vendere le informazioni all’MI6 e, per arrotondare, alla Cia.


Nel 1980, quando scoppia la Guerra tra Iraq ed Iran (voluta, lo rammentiamo, dagli Stati Uniti e caldeggiata da Israele che arma allo scopo gli iraniani), Allaoui, nazionalizzato inglese, si piazza intorno alle zone d’azione, in Siria, Giordania, Kuwait e Arabia Saudita


Nel 1983 lancia da Gedda la radio “Iraq libero” e si lancia negli affari del petrolio, arricchendosi.


Nel 1991 si candida a succedere a Saddam ma, forte del sostegno popolare, il Rais non cade malgrado gli effetti della “Tempesta del deserto”.


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