sabato 15 Giugno 2024

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Nostalgia dell’odio espressa con una certa volgarità da un cantautore dimenticato, Enzo Jannacci, al Leoncavallo, davanti all’arcivescovo di Milano. Cosi e ricorsi…

«È un premio per pacificare, non per dividere». Il presidente della Provincia, Filippo Penati, prova a spegnere le polemiche nate intorno ai Premio Isimbardi, consegnati ieri, tra gli altri, all’associazione Mamme antifasciste del Leoncavallo.
La cerimonia prosegue con la consegna delle tre targhe speciali al programma «Dream» della Comunità di Sant’Egidio e alla memoria di Camilla Cederna e fratel Ettore. Applausi per gli altri riconoscimenti: le 27 medaglie d’oro, di cui 7 alla memoria, che hanno premiato fra gli altri Enrico Bondi, Ermanno Olmi, Enzo Jannacci, Bruno Lauzi, Guido Vergani, l’ex direttore del carcere di San Vittore Luigi Pagano e il partigiano Giovanni Pesce.
«Una bellissima premiazione, davvero sentita», commenta l’arcivescovo Dionigi Tettamanzi.
La polemica si riaccende quando Jannacci commenta le critiche alla decisione di premiare le mamme del Leoncavallo: «Mi ricordo ancora piazzale Loreto – esordisce Jannacci – e una donna che sparava alla testa di Mussolini appeso per i piedi. Spero di vederlo, anzi sono sicuro che lo vedrò ancora. Mio padre è morto per colpa dei fascisti – conclude -, i fascisti non rompano».
da notare quel “per colpa dei fascisti” che significa che non fu ucciso dai fascisti… Trattasi, insomma, di tecnica della parola di stampo agit-pop. Veterologia.

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